Foto del 03 ottobre 2023
Torniamo oltre il limite degli alberi e lo facciamo con questo suggestivo scatto mattutino catturato da Massimo Marracci.
Una montagna facile da conquistare, con pendii morbidi se si sale dal poco distante "Passo Pradarena". Stiamo parlando del "Cavalbianco", che raggiunge i 1.855 metri sul livello del mare.
Dalle pendici del monte hanno origine numerosi torrenti come il rio Pradarena il rio del Tornello e canale di Cavorsella, che confluiscono, a loro volta, in due torrenti tributari del fiume Secchia, il Riarbero e l'Ozola.
Anche questa vetta è un piccolo scrigno di biodiversità di stampo "alpino", diverse specie botaniche appartengono a questo tipo di ambiente come la Genzianella, la Genziana di Koch, l'orchidea sambuchina, il Ranuncolo del Pollino (che qui ha una delle sue stazioni più settentrionali), la Viola calcarata, diverse Sassifraghe e l'immancabile Mirtillo.
Al mattino, le temperature possono essere più fredde, portando a un raffreddamento notturno dell'aria. Se l'aria è umida e incontra una catena montuosa durante questo periodo di raffreddamento, può condensarsi sulla superficie della montagna, formando nuvole o nebbia. Inoltre, il vento che soffia attraverso le valli può essere forzato a salire sopra le creste delle montagne, contribuendo ulteriormente alla formazione di nuvole.
Le nuvole che si formano a causa dell'effetto orografico possono variare da piccole nubi a strati fino a nuvole più dense, a seconda del livello di umidità presente nell'aria e delle condizioni meteorologiche locali. Questo fenomeno è comune nelle regioni montuose e può creare spettacolari scenari nuvolosi sulle creste delle montagne al mattino.
In questo scatto possiamo apprezzare molto bene il contatto che avviene tra il versante più caldo illuminato dal primo Sole del mattino e quello più freddo e umido ancora in ombra. Intuibile, poi, è il ruolo che gioca il vento nel modellare queste nuvole. Dai prati assolati sale aria calda e umida che spinta da vento tocca quella fredda del versante opposto (esattamente come il nostro fiato durante una fredda giornata invernale).