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Foto del 03 marzo 2025

Torniamo a varcare i confini della nostra Regione per ridiscendere nuovamente sul versante meridionale del Crinale con questo poetico scatto di Mirco Trivellato che ci mostra il "Padule di Fucecchio".

Il Padule di Fucecchio è la più estesa palude interna d'Italia, situata tra le province di Firenze, Pistoia, Lucca e Pisa, con un'estensione di circa 2.000 ettari. Si trova nella Valdinievole, tra il Montalbano e le Colline delle Cerbaie, raccogliendo le acque dei corsi d'acqua circostanti, con unico emissario il canale dell'Usciana, che sfocia nell'Arno.

Grazie alla sua ricchezza florofaunistica e paesaggistica, il Padule è protetto da due riserve naturali ed è riconosciuto dal 2013 come zona umida di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar. L'area è un'importante meta per il birdwatching, con numerose specie di uccelli migratori.

A Castelmartini si trova il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, che svolge attività di studio, divulgazione e educazione ambientale. La gestione del Padule è affidata a due enti principali:

- Il Consorzio di Bonifica, che si occupa della manutenzione ambientale.
- Il Centro di Ricerca, che promuove attività scientifiche e turistiche.

Nel Medioevo il Padule era un ambiente acquitrinoso poco abitato, ma con il passaggio alla Repubblica fiorentina (1328) assunse un ruolo strategico. Dal XV secolo, il territorio fu utilizzato alternativamente per scopi militari, pesca o agricoltura, richiedendo opere idrauliche per allagarlo o bonificarlo.

Nel 1435, Cosimo il Vecchio de’ Medici fece costruire una pescaia a Ponte a Cappiano, creando un lago per la pesca, ma causando danni ai coltivatori. Nel 1549, Cosimo I de’ Medici incaricò Luca Martini di migliorare il sistema idrico, regolando il livello dell’acqua con una chiusa fortificata.

Anche Leonardo da Vinci studiò il Padule, rappresentandolo nei suoi disegni e proponendolo come parte di un sistema per la deviazione dell'Arno. Nel tempo, il Padule divenne un’importante via d’acqua per il trasporto commerciale, collegando gli insediamenti collinari circostanti.

Dal XVII secolo, si alternarono tentativi di bonifica e innalzamento del livello dell’acqua. Vincenzo Viviani, allievo di Galileo Galilei, nel 1670 propose di deviare alcuni affluenti per ottenere nuove terre coltivabili. Nel 1740, il matematico Tommaso Perelli progettò l’Antifosso, un canale parallelo all’Usciana per arginare meglio le acque. Tuttavia, il problema delle epidemie di malaria rese necessario un intervento più radicale.

Nel 1780, Pietro Leopoldo di Lorena avviò un grande progetto di bonifica, demolendo la chiusa di Ponte a Cappiano, scavando nuovi canali e canalizzando i torrenti Nievole e Pescia. Questo migliorò la navigabilità e favorì il commercio, consentendo ai mercantili di risalire dall’Arno fino agli approdi interni del Padule.

Nel XIX secolo, il Granduca Leopoldo II fece costruire un nuovo sistema di cateratte a Ponte a Cappiano (1826). Nel 1860 fu proposto un prosciugamento totale, ma non fu mai realizzato.

Il 23 agosto 1944, il Padule fu teatro di una delle più efferate stragi naziste in Italia. Come rappresaglia contro la Resistenza, i soldati tedeschi, sotto il comando del generale Crasemann, uccisero 174 civili in poche ore, tra cui 62 donne, 25 anziani e 34 bambini.

Oggi il Padule di Fucecchio rappresenta un'importante riserva naturale, un luogo di memoria storica e una destinazione per il turismo ambientale.

Foto del 03 marzo 2025