Foto del 03 marzo 2024
Finalmente la pioggia è arrivata a bagnare in nostri boschi e i nostri campi. Questo è un vero toccasana per la flora spontanea del nostro territorio.
Come ad esempio per questi meravigliosi bucaneve immortalati da Giandomenico Bertini.
Questo nome è probabilmente dovuto al fatto che il Bucaneve fiorisce precocemente, spesso emergendo attraverso la neve ancora presente sul terreno alla fine dell'inverno o all'inizio della primavera. La vista di questi delicati fiori bianchi emergere da sotto la neve è stata probabilmente all'origine del loro nome comune.
Quest'anno di neve ne hanno dovuta forare poca. Ma vediamo qualche curiosità...
Il suo nome scientifico è Galanthus nivalis. Galanthus" deriva dalle parole greche "gala" che significa "latte" e "anthos" che significa "fiore", quindi letteralmente "fiore di latte". Questo potrebbe riferirsi al colore bianco dei fiori.
"Nivalis" deriva dalla parola latina "nix" che significa "neve", quindi "nivalis" significa "della neve" o "relativo alla neve".
Quindi, "Galanthus nivalis" si traduce approssimativamente come "fiore di latte della neve".
Una curiosità affascinante sul Bucaneve (Galanthus nivalis) è la sua capacità di generare calore interno per sciogliere la neve circostante e permettere così ai suoi fiori di emergere. Questo fenomeno, noto come "termogenesi", è piuttosto raro tra le piante a fiore e offre al Bucaneve un vantaggio competitivo nell'emergere tra gli strati di neve durante l'inizio della primavera, consentendo ai suoi fiori di essere tra i primi ad apparire nel paesaggio invernale.
L'impollinazione è entomofila, ovvero, avviene con l'aiuto degli insetti come Api e Formiche ... ma non solo, dal momento che nei suoi fiori omogami maturano insieme le antere e gli stigmi, è probabile anche l'auto-impollinazione.