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Foto del 03 febbraio 2025

Con questi piacevoli scatti di Daniele Vaccari torniamo a valicare il Secchia per la collina modenese alla scoperta di Denzano. Anche qui abbiamo un "monte delle 3 croci" come nel reggiano.

Denzano è un affascinante borgo situato sulle colline modenesi, nel comune di Marano sul Panaro. Arroccato su un poggio ricoperto di ginestre, offre panorami suggestivi e un'atmosfera d'altri tempi.

In epoca medievale, Denzano ospitava un castello, di cui oggi rimangono una torre quadrata risalente all'anno 1000 e un'abside romanica. La chiesa del borgo, inizialmente dedicata a Santa Maria e successivamente all'Assunta, risale al XII secolo ed è un pregevole esempio di architettura romanica. Al suo interno si trovano una fonte battesimale del XVI secolo e un organo settecentesco.

Il borgo è circondato da un paesaggio collinare tipico dell'Emilia, caratterizzato da vigneti, boschi e calanchi. I sentieri che si snodano intorno a Denzano sono ideali per escursioni a piedi o in bicicletta, offrendo viste panoramiche sulla valle del Panaro e sulle colline circostanti. Uno dei percorsi più apprezzati è l'anello di Denzano, un'escursione di circa 9 km che collega il borgo al Monte Tre Croci, passando per vigneti e aree boschive.

A breve distanza da Denzano si erge il Monte delle Tre Croci, noto anche come Poggio Grande, a un'altitudine di 421 metri. La sommità è caratterizzata dalla presenza di tre grandi croci, che ricordano un po' quelle poste sul monte Evangelo alle spalle di Scandiano. Da qui, la vista spazia a 360 gradi sulle colline modenesi, offrendo panorami che abbracciano i primi rilievi del Frignano a sud, le colline bolognesi oltre la Val Panaro a est, la collina di Puianello a ovest e la pianura fino alle Prealpi a nord. La zona è anche attraversata dalla storica Via Romea Nonantolana, un antico percorso di pellegrinaggio. La Via Romea Nonantolana risale al VII secolo d.c. periodo in cui la parte centro settentrionale della penisola italiana era divisa tra i territori conquistati dai Bizantini e quelli appartenenti ai Longobardi.
Quest’ultimi procedettero quindi nel tracciare il percorso della Via che aveva sia funzioni di viabilità interna sia funzioni di collegamento con il resto dell’Italia e Roma appoggiandosi alle due stazioni di tappa rappresentate dai due monasteri cardine di Nonantola e di Sestola. 

Foto del 03 febbraio 2025

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