Foto del 03 gennaio 2026
Scatto spettacolare quello catturato "al volo" da William Vivarelli. Senza ombra di dubbio siamo al cospetto di uno degli uccelli più interessanti del nostro territorio.
Parliamo del Picchio muraiolo (Tichodroma muraria) uno dei gioielli più rari e affascinanti dell'avifauna montana. Nonostante il nome, non appartiene alla famiglia dei picchi, ma è l'unico esponente della famiglia dei Ticodromadidi.
Il nome deriva dalla sua abitudine di scalare pareti verticali di roccia con movimenti a scatti, simili a quelli di un picchio che risale un tronco. Il termine scientifico Tichodroma fonde le parole greche "muro" e "corridore", descrivendo perfettamente la sua capacità di muoversi agilmente su superfici a strapiombo alla ricerca di insetti e ragni annidati negli anfratti.
È un uccello d'alta quota. Durante l'estate frequenta pareti rocciose, gole profonde e falesie calcaree, nel reggiano è possibile incontrarlo alla Pietra di Bismantova. È un migratore altitudinale: in inverno scende a quote più basse per fuggire al gelo estremo, rifugiandosi in cave, vecchi castelli o persino sui muri di campanili e palazzi storici in città, dove trova un microclima più mite.
A riposo appare come un uccello grigio cenere, piuttosto mimetico. Tuttavia, appena apre le ali, rivela uno spettacolo mozzafiato: ampie macchie di un rosso carminio acceso punteggiate di bianco. Il becco è lungo, sottile e leggermente incurvato, perfetto per estrarre prede dalle fessure più strette. Il suo volo è unico, simile a quello di una grande farfalla variopinta.
Per via del battito d'ali ampio e dei colori sgargianti, è spesso soprannominato "la farfalla delle montagne".
È una specie estremamente territoriale e schiva; vederlo da vicino richiede pazienza e un ottimo binocolo. Costruisce il nido in profondissime cavità della roccia, rendendolo praticamente inaccessibile ai predatori terrestri.