Foto del 02 dicembre 2023
Torniamo alla scoperta della fauna del nostro territorio. Vi abbiamo già presentato i super predatori del nostro cielo nei giorni scorsi, ma oggi scendiamo a terra.
E a terra il titolo di Re della nostra fauna selvatica va sicuramente al Lupo grigio appenninico (Canis lupus italicus).
Scomparso dal nostro territorio fino ad una quarantina di anni fa, rappresenta uno dei maggiori successi di conservazione della fauna italiana. Spesso ingiustamente temuto dall'uomo per via della sua fama, il Lupo è un animale estremamente schivo e difficilissimo da poter osservare.
Nel periodo fascista (e soprattutto nel dopoguerra) è stato perseguitato in ogni modo con bracconaggio, bocconi avvelenati, caccia indiscriminata. Solo agli inizi degli anni '70 si è arrivati ad una tutela da parte dello Stato, quando ormai il Lupo contava solo 100 esemplari nel centro Italia.
Da quel momento il Lupo iniziò la sua progressiva ripresa. 10 anni dopo il suo numero raddoppiò a più di 200 esemplari e oggi è arrivato a colonizzare anche le Alpi fino al confine con la Slovenia.
Il numero attuale di esemplari in Italia è arrivato a circa 3.300 diffondendosi anche alle nazioni vicine.
Nel reggiano la prima segnalazione di una femmina sul Crinale risale al 1986 e da allora non ha più abbandonato il nostro Appennino.
Come gran parte dei super predatori, il Lupo, ha un proprio areale da difendere ed il suo territorio è esteso per decine e decine di chilometri quadrati (tra i 70 e i 200 a seconda delle caratteristiche morfologiche e disponibilità di prede).
I branchi sono composti da una coppia riproduttrice (Alpha) e svariati elementi d'aiuto alla coppia (Beta), più i cuccioli. Ma in media possiamo dire che un branco del nostro Appennino si aggira tra i 2-7 individui, i cuccioli una volta maturi sessualmente (circa 2 anni), devono abbandonare il branco e trovare un proprio territorio.
E' in questa fase delicata che spesso incontra l'uomo, oppure, è portato a spostarsi verso la Pianura dal momento che l'Appennino è saturo. Il problema è che in questa fase troppo spesso i Lupi vengono investiti dalle automobili.
Di recente è stato avvistato anche a nord della via Emilia ed è stato osservato mentre predava le Nutrie.
Il Lupo si nutre principalmente di ungulati selvatici, come caprioli, cinghiali, cervi, daini. Tuttavia, i lupi possono anche cacciare altri piccoli mammiferi, come lepre, coniglio e roditori.
Il comportamento alimentare del lupo appenninico è strettamente legato alla disponibilità di prede nella sua area.
Anche se i lupi sono carnivori, possono occasionalmente integrare la loro dieta con frutta, erbe e altri alimenti vegetali. Tuttavia, la carne costituisce la maggior parte della loro alimentazione e è essenziale per soddisfare le loro esigenze nutrizionali. Cacciare in branco, aumenta le probabilità di successo nella caccia a prede più grandi.
Trattandosi di animali estremamente "mobili", non è possibile fare un censimento esatto degli esemplari che vivono in una determinata Provincia. E' scontato che questi non rispettino confini amministrativi e indirizzi di residenza. Tuttavia è matemanticamente possibile fare una stima di circa 160-200 Lupi in tutta l'Emilia-Romagna.
Questa splendida foto è opera di Stefano Manfredini, che ha avuto la fortuna di fare questa meraviglioso incontro sulle nostre Colline.