Merlo dal collare
Foto del 02/11/2026
Lo scatto di oggi ci porta alla scoperta del Merlo dal collare (Turdus torquatus) ed è opera di Lorenzo Zuntini, che lo ha colto in una posa dinamica, con le ali raccolte sul dorso e la coda distesa, come un piccolo aliante pronto a spiccare il volo.
Come si riconosce
Il Merlo dal collare è un parente stretto del comune merlo, ma si distingue subito per la larga mezzaluna bianca sul petto, a forma di collare, a cui deve il nome (torquatus significa proprio “munito di collare”). Misura circa 23-24 cm e pesa circa 100-140 grammi. Il maschio è quasi interamente nero, con il becco giallo; la femmina è più bruna e più sbiadita, mentre nei giovani il collare può mancare del tutto. Nella foto, le penne con i bordi chiari danno al piumaggio un caratteristico aspetto a “squame”, che è tipico dell’abito autunnale.
Un merlo di montagna
A differenza del merlo comune, che vive ovunque, il Merlo dal collare è un uccello di alta quota: d’estate frequenta i pascoli alpini, le zone di margine del bosco, i mughi e i ginepri. In Italia nidifica soprattutto sulle Alpi, con presenze più localizzate sulle montagne dell’Appennino. Per nidificare costruisce un nido a coppa tra le rocce e i cespugli, spesso su un pendio ripido.
Un viaggiatore d’autunno
È una specie migratrice, e proprio in questo periodo dell’anno lo si può incontrare in movimento. I viaggi autunnali iniziano già a fine agosto, con i maschi che anticipano le femmine, e si svolgono dal Nord Europa e dalle Alpi verso il bacino del Mediterraneo. Parte degli individui passa l’inverno proprio da noi, sui rilievi dell’Appennino e delle Prealpi, di solito tra gli 850 e i 2000 metri, preferendo i versanti esposti a sud, più miti e con meno neve.
Dove trova da mangiare
Il suo menù cambia con le stagioni: in estate cerca vermi, insetti e lumache sul terreno, in autunno e in inverno si nutre di bacche, come quelle del ginepro e del sorbo degli uccellatori. La presenza dei merli dal collare in inverno dipende molto dall’abbondanza di bacche: negli anni di scarsa fruttificazione dei sorbi, in alcune zone non ne è stato avvistato nemmeno uno.
Un consiglio per i birdwatcher
Chi cammina in autunno sui crinali, nei pascoli con ginepri e sorbi, può avere la fortuna di incontrarlo: ha un comportamento diffidente, e di solito fugge velocemente, spesso con un caratteristico richiamo di allarme “tac-tac”.