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Foto del 02 ottobre 2025

Torniamo sul nostro Appennio per andare nei pressi di Villa Minozzo con Davide Sorbi, più precisamente a Gova per ammirare questo stupendo rudere.

Siamo sulla altura che domina il borgo di Gova, frazione montana di Villa Minozzo a circa 737 metri sul livello del mare, si stagliano i resti del Torrione di Gova, antica torre-fortezza che domina il paesaggio e conserva nel silenzio dei secoli la storia di questo angolo dell’Appennino.

Del castello di cui faceva parte, si hanno testimonianze certe a partire dal XV secolo, tra i possedimenti della famiglia Dalli, che fu feudataria del territorio.
Tuttavia, la sua fondazione è più antica, come si deduce dalla tecnica costruttiva e dall’ubicazione strategica su poggio: è probabile che la torre fosse parte di un sistema difensivo medievale antecedente al XV secolo, volto al controllo delle vie d’alta montagna e dei pascoli.

La struttura ancora visibile è una torre massiccia a pianta quadrangolare, realizzata in pietra con la tecnica dell’opus quadratum (blocchi squadrati ben disposti). Un elemento interessante è il portale sopraelevato, segno che l’ingresso originale era protetto e difficilmente accessibile: tipico dei fortilizi che volevano difendersi non solo da assalti frontali ma da tentativi di scalata.
Altro dettaglio che attira l’attenzione è un concio decorato sopra il portale con un'arma scolpita, oggi illeggibile. Tale decorazione indica che nel passato la torre non era solo presidio militare, ma anche centro di autorità locale, segno di prestigio.

Situata all’ovest del borgo, la torre serviva probabilmente da avamposto difensivo, punto di controllo visivo su valli e sentieri. La collocazione su poggio permetteva di vedere lontano e di segnalare eventuali movimenti sospetti, pure di notte. Per il borgo di Gova, piccolo ma ricco di storia, la torre rappresenta oggi il simbolo della sua identità antica.

Ora della fortezza rimane essenzialmente la torre; il resto delle strutture si è degradato nel tempo. Le mura sono segnate dagli agenti atmosferici, il portale mostra l’usura; l’arma decorata non è più leggibile. Non ci sono molti documenti che descrivono dettagliatamente il castello ormai ridotto.
L’accesso si fa per un sentiero, partendo da Villa Minozzo, percorrendo le strade comunali SP8 verso Quara e poi la SP95 fino all’abitato di Gova. La torre dista circa 15 km dal capoluogo comunale. 

La popolazione residente in Gova è attualmente piccola (circa 133 abitanti), ma conserva un forte legame con queste tracce del passato. 
All’interno del tessuto locale, la Torre di Gova è spesso citata anche in versi (“poesie”), segno che il luogo non è solo monumento, ma fonte di ispirazione culturale. Il fatto che l’arma sopra il portale non sia leggibile è una testimonianza concreta del passare del tempo e delle intemperie riuscite a cancellare dettagli, ma non il fascino.

E' a tutti gli effetti un frammento di storia che parla al presente: nei suoi resti vivi ritroviamo le tecniche costruttive del passato, il concetto di controllo del territorio, la soglia tra la comunità abitata e la selvatichezza dell’Appennino. È un monumento che invita al cammino, alla memoria e al rispetto per chi, generazioni fa, ha scelto di abitare questi pendii, di costruire case e difese contro il tempo, i briganti e gli eventi.

Preservarla non è solo salvare pietre: è salvare storie, identità, paesaggio. E assicurarsi che in futuro nuovi occhi, esploratori o semplici camminatori, possano ancora leggere la sua forma, la sua pietra e il suo silenzio.

Foto del 02 ottobre 2025