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Foto del 01 novembre 2025

Torniamo a parlare di biodiversità con questo fantastico scatto di Jessica Peruzzo che ci mostra un fantastico Ululone.

Un rospetto dall'apparenza modesta, l'Ululone, è in realtà un anfibio di grande interesse, endemico dell'Italia peninsulare. È diffuso dalla Liguria centro-orientale alla Calabria meridionale, abitando prevalentemente le zone di collina e montagna, fino a circa 1900 metri di altitudine. Predilige piccoli specchi d'acqua, spesso temporanei, in aree aperte e ben soleggiate.

L'Ululone è un anuro di piccole dimensioni, che non supera i 6 cm di lunghezza. Il suo aspetto è un gioco di contrasti:

-> Dorso: La pelle è grigio-brunastra, ruvida e coperta di verruche, offrendo un perfetto mimetismo con il fango o il terreno.
-> Ventre: Liscio e di un giallo vivace (o giallo-aranciato) macchiato di grigio bluastro o azzurro-nero. Questa colorazione sgargiante (aposematica) è un chiaro segnale di pericolo.
> Pupilla: Ha una forma distintiva a cuore.

Se spaventato o minacciato, l'Ululone mette in atto il cosiddetto "Unkenreflex" (riflesso dell'ululone): inarca il corpo o si rovescia, mostrando il ventre colorato. Questo gesto è un avvertimento per i predatori: la sua pelle secerne infatti una sostanza schiumosa tossica e irritante per le mucose, che lo rende sgradevole o addirittura non commestibile.

-> Il Canto: Il nome "Ululone" deriva dal suo verso, che è stato associato a un piccolo ululato, anche se è poco udibile in lontananza. Il maschio, sprovvisto di sacchi vocali, emette questo richiamo durante il lungo periodo riproduttivo, che va da aprile a ottobre.
-> Impronte Digitali: I disegni di macchie nere sul ventre sono unici per ogni individuo, come delle vere e proprie impronte digitali.
-> Longevità: È una specie che può vivere a lungo, con esemplari che in natura hanno raggiunto i 16 anni di età.
-> Riproduzione: La femmina depone un numero ridotto di uova (qualche decina per volta) rispetto ad altri anfibi, attaccandole a piante o rami sommersi.

L'Ululone è classificato come specie a basso rischio di estinzione (ma localmente minacciato) e necessita di una gestione oculata dei suoi habitat, in particolare le piccole pozze d'acqua.

Foto del 01 novembre 2025