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Foto del 01 marzo 2024

In queste giornate di pioggia continua ci avete sentito nominarle spesso, parliamo delle casse d'espansione del fiume Secchia a Rubiera. Un opera idraulica di grande importanza, che svolge un ruolo cruciale nel laminare e gestire le piene del fiume nella sua tratta di pianura in territorio modenese. Ma al tempo stesso è uno scrigno di biodiversità con le sue grandissime vasche sempre allagate. Vasche che a breve saranno oggetto di intervento al fine di raccogliere e sfruttare queste acque di falda in un periodo storico in cui la siccità ci viene a trovare sempre più spesso. In questo meraviglioso scatto aereo di Roberto Carnevali vediamo da un punto di vista "inusuale" una porzione di questo ambiente che ricorda più un fiume dell'Alaska piuttosto che un luogo incastrato tra autostrade, ferrovie, cave e la via Emilia. Questo lembo di terra è una sorta di cono di detrito che si è originato con le acque in ingresso dal fiume Secchia nei pressi dello "sfioratore", una fessura nell'argine che permette l'ingresso controllato delle acque di piena dal letto principale a nord dell'argine. La lingua d'acqua, infatti, non è un fiume, ma una delle due vie preferenziali scelte dall'acqua in ingresso nelle vasche. Un luogo importantissimo anche per la biodiversità. Queste isole e soprattutto gli alti alberi di Pioppo che vi crescono, sono un ottimo luogo di nidificazione per Ardeidi come Aironi cenerini, Garzette, Aironi bianchi, Nitticore, oppure degli scuri Cormorani (che però fanno parte della famiglia dei Falacrocoracidi). Questi luoghi di riposo e nidificazione assumono il nome di "garzaie" e spesso si manifestano come alberi secchi e completamente bianchi a causa del guano prodotto dagli inquilini.
Foto del 01 marzo 2024