Perché il grande caldo si chiama "Canicola"? Un viaggio tra astronomia e Antico Egitto
Quando l'estate picchia duro e le temperature sfiorano i 35°/37°C, sentiamo spesso dire che “siamo in piena canicola”. Ma vi siete mai chiesti perché una delle ondate di calore più intense dell'anno prenda il nome da... un cane?
Per capire il motivo, dobbiamo smettere di guardare il termometro e iniziare a guardare le stelle.
Una questione di "Cagnolini" celesti
La parola "canicola" deriva dal latino canicula, che significa letteralmente "piccolo cane". Nell'astronomia antica, questo era il nome con cui i Romani chiamavano Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno, che si trova nella costellazione del Cane Maggiore.
Tra la fine di luglio e l'inizio di agosto, si verifica un fenomeno astronomico chiamato levata eliaca: in questo periodo dell'anno, Sirio sorge e tramonta nei medesimi orari del Sole, finendo per "unire" la propria luce a quella della nostra stella.
Gli antichi, vedendo questa stella brillantissima brillare in cielo proprio nei giorni più caldi dell'anno, si convinsero che Sirio emanasse un calore proprio. Credevano che l'unione dell'energia del Sole e di quella del "Grande Cane" fosse la causa diretta dell'afa opprimente, della siccità e persino delle malattie estive.
Per l'Antico Egitto era una benedizione (e il Capodanno!)
Se per i Romani e i Greci la canicola era un periodo temuto, per gli antichi Egizi la comparsa di Sirio (che loro chiamavano Sopdet) era l'evento più atteso dell'anno, una vera e propria benedizione divina.
Intorno al solstizio d'estate, la levata eliaca di Sirio anticipava di pochissimo l'annuale piena del Nilo. Le acque del fiume esondavano, depositando sui terreni il limo, quel fango nerissimo e fertilissimo che permetteva l'agricoltura e, di conseguenza, la sopravvivenza di tutta la civiltà egizia.
Per questo motivo:
L'apparizione di Sirio coincideva con l'inizio del Capodanno egizio.
La stella era venerata come portatrice di fertilità e abbondanza, e non come simbolo di calura opprimente.
La canicola oggi
Oggi sappiamo grazie alla scienza che Sirio si trova a circa 8,6 anni luce da noi. Per quanto sia una stella gigante e luminosissima, la sua energia non ha alcun impatto tangibile sulle temperature della Terra.
Inoltre, a causa di un movimento millenario del nostro pianeta chiamato precessione degli equinozi, la levata eliaca di Sirio si è spostata nel tempo: oggi non avviene più a luglio, ma verso la fine di agosto.
Il legame astronomico si è indebolito, ma il fascino del nome è rimasto intatto. Così, ogni volta che cerchiamo un po' di ombra in una torrida giornata estiva, stiamo inconsapevolmente pagando un tributo a una stella lontana e ai miti di chi, migliaia di anni fa, guardava il cielo per spiegarsi il mondo.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli