Perché i temporali colpiscono duramente una zona e a poca distanza non piove?
I temporali estivi sono noti per la loro estrema localizzazione e imprevedibilità: a volte basta spostarsi di un paio di chilometri per passare da un autentico diluvio a un cielo parzialmente nuvoloso con l'asfalto completamente asciutto.
Questo comportamento, che ha portato ai dati così distanti tra Viano ($39\text{ mm}$) e Regnano ($1\text{ mm}$), è legato alla natura fisica delle nubi che generano questi fenomeni: i cumulonembi.
Come funziona un temporale estivo: la "cella" temporalesca
A differenza delle perturbazioni invernali, che sono fronti nuvolosi estesi per centinaia di chilometri legati a grandi aree di bassa pressione, i temporali estivi nascono da fenomeni di convezione locale.
Il sole scalda intensamente il terreno.
L'aria calda e umida vicina al suolo si espande, diventa più leggera e comincia a salire violentemente verso l'alto (corrente ascensionale o updraft).
Salendo, l'umidità si condensa rapidamente formando un cumulonembo, una nube a sviluppo verticale che può superare i $10\text{-}12\text{ km}$ di altezza.
Struttura a imbuto rovesciato
Una singola cella temporalesca ha un diametro relativamente ridotto alla base, che spesso non supera i $2\text{-}5\text{ km}$. All'interno di questa cella, l'aria fredda e pesante carica di pioggia e grandine precipita verso il basso (corrente discendente o downdraft), concentrando l'immenso volume d'acqua accumulato in un'area ristrettissima.
[ CUMULONEMBO ]
/ | \
/ PIOGGIA \
/ INTENSA \
====/======|||==========\==== Ground
Regnano Viano
(Asciutto) (39 mm)
Chi si trova direttamente sotto il nucleo della cella (come Viano) sperimenta nubifragi, crolli termici e forti raffiche di vento. Chi si trova a pochissimi chilometri di distanza, fuori dal perimetro della colonna di pioggia (come Regnano), vede il temporale di fianco, sente i tuoni, ma riceve solo poche gocce portate dal vento.
Il ruolo della topografia: l'Appennino Reggiano
Nel caso di Viano e Regnano, entra in gioco anche l'orografia (la forma del territorio).
I rilievi e le vallate del nostro Appennino creano delle vere e proprie "trappole" per l'aria umida. Quando il vento spinge l'aria calda contro il fianco di una collina, questa è costretta a salire ancora più velocemente. Questo sollevamento forzato (effetto stau) può far nascere il temporale o intensificarlo proprio sopra una specifica vallata, lasciando quella adiacente quasi del tutto all'asciutto.
Inoltre, i temporali estivi tendono a muoversi seguendo i venti in quota, ma le celle più giovani possono nascere ed esaurirsi nello spazio di appena 30-60 minuti, scaricando tutta la pioggia esattamente nel punto in cui si sono formate senza avere il tempo di viaggiare.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli