Le "piume" del cielo: cosa sono i Cirri
☁️ Le "piume" del cielo: cosa sono i Cirri
Sullo sfondo maestoso del nostro Appennino reggiano — dove si scorgono le sagome del Monte Valestra e del Monte Cusna —, Michele ha immortalato un cielo azzurro ricamato da eleganti striature bianche. In meteorologia, queste nubi prendono il nome di Cirri (Cirrus, dal latino "ricciolo di capelli").
🔬 Come si formano e di cosa sono fatti?
A differenza delle nubi basse (come i cumuli), i cirri sono nubi alte che si sviluppano tra i 6.000 e i 12.000 metri di quota:
Fatti interamente di ghiaccio: a quelle altitudini le temperature sono bassissime (spesso sotto i -40 °C). I cirri non sono composti da goccioline d'acqua liquida, ma da miliardi di microscopici cristalli di ghiaccio.
Condensazione in alta quota: si formano quando masse d'aria umida salgono fino alla troposfera superiore, dove il vapore acqueo brina e si trasforma direttamente in cristalli di ghiaccio.
💨 Perché hanno queste forme a "piuma" o "pettine"?
Le forme affusolate, filiformi e leggermente uncinate che vediamo nella foto sono modellate dai forti venti di quota:
L'azione delle correnti: mentre i cristalli di ghiaccio ricadono lentamente verso il basso, incontrano venti ad altissima velocità (come la corrente a getto) che li "pettinano" e li stirano lungo il cielo, creando il classico effetto a piuma o a coda di cavallo (Cirrus uncinus o fibratus).
🌤️ Cosa indicano per il meteo?
I cirri sono spesso i primi messaggeri dei cambiamenti atmosferici: l'arrivo di cirri sottili e filamentosi da ovest segnala solitamente l'avvicinarsi di un fronte caldo o di una perturbazione entro 24-36 ore.