La "linea di battaglia" dove l'aria secca cede il passo all'energia igrometrica della Pianura.
Uno scatto che descrive benissimo il quadro meteorologico della giornata di ieri, mercoledì 10 giugno. Siamo sulle prime colline di Casalgrande e guardiamo oltre il Po, verso le prealpi lombarde:
-> Il muro invisibile sull'Emilia (Il Föhn appenninico): il vento caldo in caduta dall'Appennino (vento di caduta o Garbino/Föhn) ha ripulito l'aria sulla fascia emiliana. Scendendo dalle montagne verso la pianura, l'aria si comprime, si riscalda e si asciuga drasticamente. Questa umidità relativa molto bassa al suolo ha inibito qualsiasi nascita di nubi temporalesche vicino alle colline e sulla prima pianura, garantendo cieli limpidi e un'ottima visibilità (che ha permesso, appunto, di fotografare strutture lontane centinaia di chilometri).
->L'innesco oltre il Po (La convergenza in Lombardia/Veneto): superato il fiume Po, l'effetto protettivo e di compressione del vento appenninico si è esaurito. In quella zona della pianura l'aria è rimasta fortemente stagnante, calda e satura di umidità nei bassi strati. Il vento da sud in uscita dall'Emilia è andato a scontrarsi (creando una linea di convergenza al suolo) con l'aria più fresca o umida presente a nord del Po. Questo scontro ha costretto l'aria calda e umida a sollevarsi violentemente verso l'alto, fungendo da perfetto innesco per la nascita di questa maestosa linea di temporali.
Siamo davanti a una linea di Cumulonembi in fase di forte sviluppo (Cumulonimbus calvus/capillatus), sormontati in alta quota da una massiccia e spettacolare incudine temporalesca (Cumulonimbus incus) che si distende orizzontalmente sopra le celle sottostanti.
I vistosi "gonfiori" bianchi che vedi emergere in basso (i cumuli congesti) rappresentano i nuclei temporaleschi nascenti o attivi, mentre la grande tettoia nuvolosa, liscia e compatta che copre la parte superiore del cielo, è lo strato di ghiaccio generato dai forti venti in quota che "stirano" la sommità dei temporali più maturi.