La leggenda del Gigante Buono
Quella del Monte Cusna, noto a tutti come il "Gigante che dorme", è una delle sagome più iconiche dell'Appennino Reggiano. La sua forma, che disegna perfettamente il profilo di un uomo sdraiato (con la cima principale a fare da mento o naso), ha alimentato diverse leggende popolari.
La leggenda del Gigante buono:
Una delle più conosciute narra di un gigante che viveva pacificamente in queste valli. A differenza di molti suoi simili, era un essere benevolo che amava la natura e proteggeva gli abitanti dei villaggi sottostanti dai pericoli e dalle intemperie.
Con il passare dei secoli, stanco di peregrinare e desideroso di riposo eterno, decise di sdraiarsi sulla dorsale appenninica. La terra e la roccia lo avvolsero lentamente come una coperta, pietrificandolo nella posizione in cui lo vediamo oggi. Si dice che il gigante non sia morto, ma che stia semplicemente vegliando sulla valle in un sonno millenario, pronto a risvegliarsi se il suo territorio dovesse trovarsi in grave pericolo.
Il mito di "Cusna" e la sfida agli Dei
Un'altra versione, dai toni più epici, parla di un gigante chiamato Cusna che osò sfidare la potenza degli dei o delle forze della natura. Per la sua arroganza o, in alcune varianti, per un amore impossibile con una creatura divina, fu condannato a restare immobile per l'eternità.
Il suo corpo venne trasformato in montagna, ma il suo profilo rimase intatto affinché chiunque guardasse verso l'alto potesse ricordare la sua storia e la sua maestosità.
Se osservate bene l'immagine, la cresta permette di distinguere chiaramente:
-> Il profilo del volto rivolto verso il cielo.
-> Il petto e il ventre che digradano verso i passi circostanti.
-> Le braccia conserte (o i fianchi) che formano i crinali secondari.
È interessante notare come questa figura sia visibile da chilometri di distanza, persino dalla pianura padana nelle giornate più limpide, rendendo il "Gigante" un punto di riferimento non solo geografico, ma anche affettivo per tutti i reggiani.