I primi "droni" della storia: la fotografia aerea con i piccioni di Julius Neubronner
Molto prima dell'avvento dei droni e delle moderne tecnologie satellitari, la conquista dei cieli per scopi fotografici e di ricognizione ha attraversato fasi geniali e decisamente insolite. Una delle tecniche più affascinanti fu la fotografia aerea con i piccioni, ideata e brevettata nel 1908 dal farmacista tedesco Julius Neubronner.
Dalla farmacia all'invenzione: la nascita dell'idea
Julius Neubronner esercitava la professione di farmacista nella città tedesca di Kronberg. Dal 1903 utilizzava i piccioni viaggiatori come un vero e proprio servizio di spedizione rapida per trasportare farmaci e medicazioni leggere (di peso poco superiore ai 75 grammi).
L'idea della fotografia aerea nacque a seguito di un evento fortuito: durante uno dei consueti viaggi, un piccione si smarrì a causa della fitta nebbia. Quando il volatile fece ritorno a Kronberg ben quattro settimane dopo, in perfette condizioni fisiche e ben nutrito, la curiosità spinse il dottore a chiedersi quale percorso avesse seguito. Unendo la sua passione per i piccioni a quella per la fotografia, Neubronner ideò un sistema per far tracciare visivamente la rotta ai volatili.
Tecnologia e addestramento
Neubronner progettò e costruì personalmente dei prototipi di fotocamere miniaturizzate, con un peso contenuto tra i 30 e i 75 grammi, pensati per essere fissati al petto del piccione tramite una specifica imbragatura in cuoio e tessuto.
Metodo di volo: i piccioni venivano addestrati e poi liberati fino a circa 60 km di distanza da casa.
Quota di volo: durante il tragitto verso la colombaia, i volatili mantenevano un'altitudine compresa tra i 50 e i 100 metri dal suolo.
Scatto temporizzato: la registrazione fotografica avveniva automaticamente grazie a un timer di autoscatto integrato che azionava l'otturatore a intervalli di tempo prestabiliti.
3. Il brevetto e il successo internazionale
Inizialmente, l'ufficio brevetti respinse la richiesta giudicando l'invenzione bizzarra e irrealizzabile. Tuttavia, dopo aver fornito le adeguate prove sperimentali, Neubronner riuscì ad ottenere il brevetto nel 1908.
L'anno successivo, nel 1909, la tecnica ottenne grande risonanza mediatica alla Mostra fotografica internazionale di Dresda. In tale occasione, l'inventore diede dimostrazioni pratiche del volo dei suoi piccioni e mise in vendita cartoline ricavate dagli scatti aerei effettuati durante le prove.
Le sue immagini ottennero prestigiosi premi sia a Dresda che al Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget.
La celebre foto del Castello di Friedrichshof
Tra tutte le riprese effettuate, la scattata sopra il Castello di Friedrichshof è diventata la più famosa in assoluto: nella composizione sono infatti visibili, ai margini della foto, le punte delle ali del piccione fotografo. Nel 1929 questa immagine fu inserita all'interno di un cinegiornale senza citare l'autore, prefigurando uno dei primi casi noti di violazione del copyright su una fotografia aerea.
L'impiego militare e la Prima Guerra Mondiale
Prima della Grande Guerra, i sistemi di ricognizione aerea (come aquiloni, razzi e palloni aerostatici) venivano progressivamente sostituiti dai primi aeroplani. Ciononostante, il piccione fotografo manteneva vantaggi strategici unici:
Volava a quote e velocità inferiori, consentendo una maggiore ricchezza di dettagli.
Non metteva a rischio vite umane.
Risultava quasi del tutto indifferente al rumore delle esplosioni.
Neubronner cercò quindi di vendere la propria invenzione allo Stato tedesco. Tra i test militari eseguiti figurano la ricognizione dell'impianto idrico di Tegel e della città di Strasburgo.
Operazioni sul campo e colombaie mobili
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, i piccioni fotografi vennero impiegati in diverse missioni tattiche con riscontri positivi, in particolare durante celebri battaglie come quella di Verdun e della Somme.
Per garantire la flessibilità operativa sul fronte, vennero impiegate colombaie mobili montate su veicoli. I piccioni venivano allevati fin da piccoli all'interno di queste strutture itineranti per abituarli al nuovo punto di riferimento ed evitare fenomeni di disorientamento.
La fine di un'era
Nonostante i successi sul campo, l'impiego di questa tecnologia rimase limitato. Al termine della guerra, lo rapido sviluppo dell'aviazione militare e delle apparecchiature fotografiche di bordo rese la fotografia aerea tramite piccioni obsoleta. Il ministro della guerra tedesco ne negò infine l'ulteriore utilizzo bellico per il futuro, consegnando l'invenzione di Julius Neubronner alla storia come una straordinaria pagina di ingegno ed eleganza pionieristica.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli