I fulmini producono gas di scarico?
⚡️ Fabbriche nel cielo: i "gas di scarico" di un fulmine
Questo spettacolare scatto di Michele ci mostra un fulmine nube-suolo caduto il 18 maggio scorso alle porte di Reggio Emilia, non lontano dal Parco delle Acque Chiare. Oltre alla spaventosa scarica di energia, questo scatto documenta un vero e proprio "reattore chimico" istantaneo.
Vi siete mai chiesti se i fulmini producono gas di scarico?
La risposta è sì!
Quando un fulmine attraversa l'atmosfera, scalda l'aria circostante fino a 30.000°C (cinque volte più calda della superficie del Sole). Questo sbalzo termico brutale spezza le molecole dei gas normalmente presenti nell'aria, ricombinandole e generando tre principali "gas di scarico":
-> Ossidi di Azoto (NOx)
L'aria è fatta per il 78% di azoto e per il 21% di ossigeno. Normalmente questi due elementi si ignorano, ma il calore del fulmine li costringe a fondersi, creando gli ossidi di azoto.
Il lato positivo: questi gas vengono sciolti dalla pioggia e cadono al suolo sotto forma di nitrati. Si tratta di un vero e proprio fertilizzante naturale ad altissima efficacia per i campi e i boschi del nostro territorio!
-> Ozono (O3)
La potentissima scarica elettrica spezza anche le molecole di ossigeno (O2), che si ricombinano formando l'ozono. È quel tipico odore pungente, quasi "di pulito" o leggermente agliaceo, che si respira nell'aria subito dopo un forte temporale.
-> Gas Serra (ma con un colpo di scena)
I fulmini producono anche radicali idrossilici (OH), molecole altamente reattive capaci di abbattere il metano, un potente gas serra. Recenti studi scientifici hanno dimostrato che i temporali agiscono come veri e propri "spazzini" dell'atmosfera, contribuendo a pulire l'aria su scala globale.
La prossima volta che vedrete una saetta illuminare Reggio Emilia, ricordate che la natura sta facendo molto più di uno spettacolo di luci: sta letteralmente concimando la terra e purificando il nostro cielo.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli