Due fulmini in uno Spider vs Nube-Suolo
Cos’è un fulmine "Spider" e perché i fulmini a volte cambiano colore?
I temporali notturni che in questi giorni stanno attraversando la Pianura Padana ci stanno regalando immagini davvero mozzafiato. Tra i tanti capolavori che trovate qui su Meteo Reggio prodotti da Michele, uno scatto in particolare accende la curiosità di molti lettori per la presenza contemporanea di due fenomeni elettrici completamente diversi tra loro.
Smontiamo questo meraviglioso "quadro" atmosferico per scoprire i segreti della fisica che si nascondono dietro i fulmini.
Il fulmine "Spider": le ragnatele di fuoco nel cielo
In alto a sinistra nella foto, emergendo dalla sommità della tempesta e stagliandosi contro il cielo stellato, si nota una spettacolare ragnatela di luce che si sviluppa in senso orizzontale. In gergo meteorologico questa tipologia viene chiamata Spider lightning (fulmine strisciante).
A differenza dei classici fulmini a cui siamo abituati, i fulmini spider sono scariche prevalentemente intranube (cloud-to-cloud). Si formano ad altissime quote, spesso sul retro del temporale o subito sotto la gigantesca incudine vulcanica della nube. Invece di scaricare l'energia verso il terreno, queste saette viaggiano parallelamente al suolo, "strisciando" letteralmente lungo strati di atmosfera con cariche elettriche opposte. Possono coprire distanze immense, a volte lunghe decine di chilometri, offrendo uno degli spettacoli visivi più pazzeschi della natura.
Il fulmine Nube-Suolo e il mistero della luce arancione
Sulla destra dello scatto, invece, assistiamo a un fenomeno più classico e temibile: un fulmine nube-suolo (cloud-to-ground), una scarica verticale che connette la base della tempesta direttamente con la terra.
Ma c'è un dettaglio che non può sfuggire: perché la parte superiore del fulmine, all'interno della nube, appare avvolta da una calda e intensa luce arancione o rossastra?
Non si tratta del colore reale della saetta (che è tipicamente bianca o azzurrina), ma di un trucco ottico dell'atmosfera chiamato scattering (diffusione ottica). La luce del fulmine, per arrivare all'obiettivo del fotografo, deve attraversare il cosiddetto rain shaft, ovvero il nucleo più fitto e impenetrabile di pioggia e grandine del temporale. Le microscopiche gocce d'acqua e i chicchi di ghiaccio si comportano come un filtro: bloccano le frequenze della luce blu e viola e lasciano passare soltanto le frequenze d'onda più lunghe, cioè quelle dei toni caldi del rosso e dell'arancione. È lo stesso identico principio fisico che rende i tramonti rossi!
Due mondi in uno scatto
Grazie alla pazienza e all'occhio attento dei nostri cacciatori di tempeste, la sezione "Curiosità" di Meteo Reggio si arricchisce di un'altra vera e propria lezione di fisica dell'atmosfera a cielo aperto: da un lato la scarica orizzontale ad alta quota che bilancia le nubi, dall'altro la micidiale scarica verticale filtrata dalla pioggia.