Come gli Alberi "sequestrano" il Carbonio? Dalla Fotosintesi ai giacimenti di Carbone
Sentiamo spesso dire che piantare alberi aiuta a combattere la crisi climatica grazie alla loro capacità di "sequestrare" la CO2 dall'atmosfera. Ma cosa significa esattamente questa metafora poliziesca? Come fa un albero a "catturare" un gas invisibile e trasformarlo in qualcosa di solido?
La Fotosintesi: Il "sequestro" passo dopo passo
Il sequestro del carbonio non è una magia, ma un processo biochimico fondamentale: la fotosintesi clorofilliana.
L'assorbimento: attraverso i microscopici pori delle foglie (chiamati stomi), l'albero aspira l'anidride carbonica (CO2) presente nell'aria.
La scissione della molecola: sfruttando l'energia della luce solare e l'acqua (H2O) assorbita dalle radici, la pianta rompe i legami chimici della CO2.
Il rilascio di ossigeno: l'ossigeno (O2) contenuto nella molecola viene scartato e rilasciato nell'aria, migliorando la qualità dell'atmosfera che respiriamo.
La fissazione del carbonio: Il carbonio (C) viene trattenuto e legato all'idrogeno e all'ossigeno per creare zuccheri complessi.
Questo carbonio "sequestrato" diventa la materia prima con cui l'albero costruisce la sua stessa struttura: il legno della corteccia, i rami, il tronco e le radici sono fatti prevalentemente di carbonio intrappolato.
Il beneficio sulla qualità dell'aria: tra CO2 e inquinanti
Gli alberi migliorano la qualità dell'aria su due fronti distinti:
Regolazione Climatica (Scala Globale): sottraendo CO2 dall'atmosfera, riducono la concentrazione del principale gas a effetto serra, mitigando l'aumento delle temperature globali.
Filtrazione Biologica (Scala Locale): le chiome degli alberi agiscono come filtri meccanici e chimici. Catturano le polveri sottili (Pm 2,5 e Pm 10) che si depositano sulle foglie e assorbono gas inquinanti nocivi per i nostri polmoni, come i biossidi di azoto (NO2) e l'ozono troposferico (O3).
Il legame tra Alberi e giacimenti di Carbone
Per capire il legame tra gli alberi di oggi e il carbone estratto dalle miniere, dobbiamo fare un salto indietro di circa 300 milioni di anni, nel periodo geologico chiamato Carbonifero.
[Alberi e Felci Preistoriche]
│ (Assorbono CO2 tramite fotosintesi)
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[Morte della vegetazione in zone acquitrinose]
│ (Assenza di ossigeno = mancata decomposizione)
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[Sedimentazione e compressione nei millenni]
│ (Aumento di pressione e calore)
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[Giacimenti di Carbone Fossilizzato]
Come si è formato il carbone: all'epoca, la Terra era coperta da immense foreste pluviali e paludi. Quando gli alberi morivano, cadevano in acque stagnanti e povere di ossigeno. Questo impediva ai batteri di decomporre il legno.
La trasformazione: con il passare dei millenni, strati di fango e sedimenti si sono accumulati sopra questa materia vegetale. La fortissima pressione e l'elevato calore del sottosuolo hanno "cucinato" il legno, eliminando l'acqua e concentrando il carbonio, trasformandolo in roccia nera: il carbone fossile.
È corretto definire il carbone una "Riserva di CO2 del Passato?
Sì, l'intuizione è assolutamente corretta.
Il carbone non è altro che anidride carbonica preistorica stoccata sotto terra. Gli alberi del Carbonifero hanno ripulito l'atmosfera dell'epoca da enormi quantità di CO2, "imprigionandola" nel sottosuolo per centinaia di milioni di anni e rendendo il Pianeta ospitale per la vita umana.
Quando bruciamo il carbone nelle centrali termoelettriche, non facciamo altro che rompere quel sigillo sotterraneo: riattiviamo la reazione chimica opposta alla fotosintesi, liberando all'istante nell'atmosfera di oggi l'anidride carbonica che gli alberi preistorici avevano impiegato milioni di anni a sequestrare.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli