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Anatomia di un rovescio: quando la pioggia cala il suo "sipario" sul territorio

Osservando i temporali in lontananza, capita spesso di scorgere delle evidenti bande scure e spesse che collegano direttamente la base della nube al suolo. In meteorologia, questa colonna ben definita prende il nome di rovescio localizzato (o rain shaft). Si tratta della testimonianza visiva di una vera e propria furiata d'acqua che sta colpendo duramente una porzione circoscritta di territorio.

🔬 Come si forma e perché ha questa forma a "tenda"?

Il fenomeno è il risultato di precise dinamiche termodinamiche all'interno della cella temporalesca:

-> Il collasso della nube: all'interno del cumulonembo, le correnti ascensionali (aria calda che sale) a un certo punto non riescono più a sorreggere l'immenso peso dell'acqua e del ghiaccio accumulati in quota.

-> La caduta in massa: di colpo, una massa enorme di pioggia si riversa verso il basso, trascinando con sé anche una corrente di aria fredda e densa (chiamata downdraft).

-> L'effetto "sipario": ai nostri occhi, la pioggia fittissima e concentrata scherma la luce del sole. Se le gocce sono molto grandi e ravvicinate, la colonna appare grigia o quasi nera; se invece c'è una forte grandinata in atto, la sfumatura del rovescio può tendere vistosamente al bianco o al verdastro.

💨 Il vento che "stira" la pioggia

Se notate bene, spesso queste colonne non scendono perfettamente perpendicolari, ma appaiono inclinate o sfilacciate alla base. Questo accade perché i forti venti che soffiano sotto la nuvola o l'impatto stesso dell'aria fredda sul terreno (il downburst) tendono a spingere e "stirare" lateralmente la colonna di pioggia, modificandone la traiettoria prima dell'impatto al suolo.

Uno scatto che fotografa alla perfezione la potenza e la localizzazione dei tipici fenomeni estivi dell'Emilia!

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 Anatomia di un rovescio: quando la pioggia cala il suo "sipario" sul territorio