Montebabbio
Oggi vi portiamo alla scoperta di un piccolo castello a metà tra la valle del Tresinaro e la Pianura Padana. Siamo nel Comune di Castellarano e per la precisione vi porteremo a Montebabbio.
Luogo situato sulla prima linea di colline che si affacciano sulla Pianura a nord e verso l'Appennino a sud. Una terrazza naturale di grande interesse strategico, storico e paesaggistico. Si trova ad un paio di chilometri di distanza dal monte Evangelo ed è una meta molto apprezzata dai ciclisti per una breve ma impegnativa salita che salla valle del Tresinaro (Telarolo), sale al Castello... chiamata il Canicchio.
Ma vediamo un po' di storia di questo antico abitato:
La prima testimonianza di Montebabbio risale all'epoca matildica. In un documento del 29 gennaio 1059 Papa Nicolò II conferma beni e diritti alla Canonica della Chiesa di Reggio, e tra essi " … in Montebabuli mansum unum" (in Montebabbio un podere). L'investitura venne confermata dall'antipapa Clemente III nel 1092, ma le sue radici romane risalgono al I secolo dopo Cristo, durante l'era della vicina "domus rustica" di Gambarata.
Questo borgo sorge su un piccolo colle di roccia arenacea (da qui anche la denominazione di mons sabuli, poi volgarizzato in "mons babuli"), che domina la valle del torrente Tresinaro, conservando caratteristiche tipiche di interesse storico ed ambientale. Gli edifici si ergono quasi a baluardo, particolarmente intorno alla torre, creando un'atmosfera roccaforte.
L'anno di costruzione del castello è incerto: durante lavori di rinforzo delle mura nel 1990 furono scoperti i resti di un'antica chiesa (XI-XII secolo), ma i documenti storici che menzionano il castello risalgono al 1290, quando Matilde di Canossa, attraverso una serie di passaggi, affidò la fortezza agli Aschieri, una potente famiglia di Reggio.
Dopo la morte di Matilde di Canossa (1125), il castello fu incluso nei beni investiti nel 1210 e nel 1242 dai Signori di Gesso, su concessione del Vescovo di Reggio.
Con l'avvento di Papa Innocenzo III (1198), la Chiesa cercò di recuperare il patrimonio di Matilde e, con il sostegno imperiale, conferì ai Torello di Ferrara tutti i beni, tra cui la Curia di Montebabbio, investitura rinnovata nel 1245 dall'Imperatore Federico II a Giacomo Torello, figlio di Salinguerra.
Nel 1279, Montebabbio fu menzionato per la prima volta come comune. Dopo una rivolta dei Fogliani, nel 1296 il castello fu espugnato dal Marchese Azzo VII d'Este. Nel 1315, il Comune apparve nel Libro dei Fuochi di Reggio.
Il nome del borgo è legato a una famiglia che ne detenne il controllo nella prima metà del XIV secolo; questi cedettero il castello al Marchese Obizzo III d'Este nel 1345. Nel 1373, Bernabò Visconti confermò il possesso ai Fogliani insieme alle ville di "Valspelenzano, Montecerelli, Soiolla, Costa, Cadagrimaldi, Barca e Cadelenorini".
Nel 1428, su richiesta del Marchese Nicolò III d'Este, il Comune di Reggio concesse Montebabbio in livello ad Alberto della Sala, tornando sotto il dominio estense dopo la sua morte nel 1444, quando il marchese Lionello d'Este ne cedette la giurisdizione al fratello Borso d'Este, il quale nel 1452 trasferì il diritto a Feltrino Boiardo, conte di Scandiano.
Alla morte di Feltrino (1456), il feudo fu ereditato dal figlio Giulio Ascanio e dal nipote Matteo Maria Boiardo, e successivamente passò agli eredi del primo.
Nel 1557, durante il dominio spagnolo, la rocca di Dinazzano e quella di Montebabbio furono distrutte, rimanendo sotto il controllo spagnolo insieme ad altri territori conquistati, fino alla pace tra il Duca e il Re di Spagna.
La dinastia dei Boiardo si estinse nel 1560, quando il feudo fu acquisito dalla Camera Ducale. Solo nel 1687 fu assegnato, insieme a Lorano, alle famiglie Prini e Cabrietti, con il vincolo di alternare il controllo ogni anno, fino alla soppressione dei feudi durante le vicende della Repubblica Cispadana prima e Cisalpina poi.
Montebabbio era una Contea con un proprio consiglio di Reggenti, formando con Lorano un unico Comune. Alla fine del Settecento, contava 370 abitanti.
Dopo il ripristino del dominio estense, Montebabbio fu incluso nel Comune di Castellarano.
Dell'antico castello rimane solo la torre, coronata da merli ghibellini a coda di rondine. In prossimità sorge il borgo, e più in basso, oltre la strada, sorge la chiesa (risalente a XVII secolo), con il monumento ai caduti delle due guerre. Il borgo, di impianto medievale, comprendente la canonica e diversi edifici oggi ristrutturati ed abitati, è dominato dall'imponente torre, che è l'unica parte rimasta dell'antico castello.