Nutria
Dopo il fermento creato dalle nuvole di ieri, oggi, proviamo a creare un po' di dibattito intorno ad uno degli animali più conosciuti e controversi presente nella nostra Provincia.
Per farlo utilizzeremo alcuni scatti fatti dal nostro Michele e da Fabio Giacopini.
Stiamo parlando della "pucciosissima" Nutria, scientificamente nota come Myocastor coypus.
Si tratta di un roditore semi-acquatico originario del Sud America. È conosciuta anche come castorino o castorino d'acqua a causa delle sue somiglianze con il castoro. Molto in voga come premio per le Signore nei concorsi televisivi degli anni 80'/90' spacciata per "pelliccia di castorino".
Ecco alcune informazioni sulla nutria:
Le Nutrie hanno un corpo robusto, una coda lunga e squamosa, e zampe palmate, adattamenti perfetti per la vita acquatica. Il loro pelo è spesso e resistente all'acqua, di solito di colore marrone scuro o nero sul dorso e più chiaro sul ventre. Raramente abbiamo anche esemplari albini, caratterizzati da un bel manto bianco.
Ma le caratteristiche fisiche che spiccano al nostro occhio sono sempre: coda lunga e denti incisivi arancioni.
La prima è la caratteristica che più disgusta il pubblico perché la rende una Pantegana formato XXL che ricorda un ratto.
La seconda, invece, è uno strumento di difesa che la Nutria mostra ai predatori per intimorirli. Il colore arancione è dovuto ad una mineralizzazione esterna degli incisivi che sono particolarmente ricchi in ferro in quella zona. La parte bianca retrostante è più "tenera" e si usura più facilmente. In questo modo il nostro super-roditore ha sempre dei denti affilati e pronti a tagliare le piante acquatiche di cui si nutre.
Le Nutrie, infatti, vivono nelle zone umide, come fiumi, laghi, paludi e canali. Sono ottimi nuotatori e trascorrono gran parte del loro tempo in acqua.
Raramente si allontanano dalle sponde adentrandosi nei campi circostanti, motivo per cui i loro danni all'agricoltura non sono devastanti ma limitati alle zone più vicine alla tana.
Sono animali sociali che vivono in gruppi familiari. Sono notturne e trascorrono gran parte della notte a cercare cibo. Sono erbivori e si nutrono principalmente di piante acquatiche, radici, foglie e steli. E' sotto questo aspetto che abbiamo il maggior danno ecosistemico da specie invasiva. Non per competizione con altre specie, ma per la voracità di piante autoctone.
Le Nutrie hanno una stagione riproduttiva che varia in base alla regione, ma generalmente si riproducono durante la primavera e l'estate. Dopo una gestazione di circa tre mesi, una femmina può dare alla luce fino a una dozzina di cuccioli. E' questo lo stadio più delicato della loro vita poiché particolarmente fragili e facilmente predabili.
Ma chi si nutre delle Nutrie?
Nel nostro territorio i predatori vengono spesso stupidamente eliminati con conseguenze importanti per il nostro ecosistema. Tuttavia, dove presenti, sono le Volpi il loro principale antagonista. Ma anche Lupi, Sciacalli dorati (tornati da poco nella nostra Pianura), Faine, rapaci, Aironi, Cicogne, Lucci e Siluri.
E' vero che distruggono gli argini?
Inutile negarlo, le Nutrie causano danni agli argini, ma soprattutto dove la vegetazione arborea e arbustiva lungo i corpi d'acqua è stata rimossa. Infatti, queste piante, con le loro radici, ostacolano lo scavo delle tane e in più aiutano a mantenere la struttura dell'argine. Purtroppo la pratica comune di abbattere completamente la vegetazione ripariale ha in realtà contribuito alla proliferazione delle nutrie, poiché preferiscono le aree senza copertura vegetale.
Sebbene in passato la nostra Nutria fosse considerata una specie "aliena", ormai dobbiamo accettare il fatto che vive in Italia da 100 anni ed è stata ufficialmente dichiarata specie non eradicabile ed è considerata parte della fauna naturalizzata e non cacciabile.
Piani di abbattimento periodici tentano di limitarne l'espansione, ma l'efficacia di questo sistema è rasente lo zero se non addirittura peggiorativa. Riduzioni parziali come queste possono alterare profondamente le popolazioni, favorendo le classi d'età più giovani e le femmine. Ciò può preparare il terreno per un futuro aumento della popolazione a causa di una maggiore capacità di crescita, grazie al reclutamento e all'immigrazione dalle zone circostanti.
E voi che opinione avete della Nutria? Sapete il suo nome dialettale?