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Il "Muro del Foehn": Quando la Toscana preme sull'Appennino

Guardando l’immagine catturata dalla nostra webcam a Castelnovo ne' Monti, lo sguardo viene immediatamente rapito da un contrasto cromatico e atmosferico straordinario. Oltre la sagoma maestosa del Crinale e del Monte Cusna, si erge una barriera bianca, compatta e apparentemente immobile: è il cosiddetto "Muro del Foehn" (o stau). Questo fenomeno è una delle firme meteorologiche più spettacolari del nostro Appennino e ci racconta una battaglia invisibile tra masse d'aria diverse. Come nasce il "Muro"? In questo momento, correnti d'aria umida e mite provenienti dal Mar Tirreno stanno risalendo il versante toscano. Trovando l'ostacolo fisico della catena appenninica, l'aria è costretta a salire di quota. Salendo, si raffredda, l'umidità condensa e si trasforma in nuvole fitte e pioggia (sul versante pistoiese e lucchese). Quello che vediamo nell'immagine è proprio il "top" di queste nubi che, spinte dal vento, provano a scavalcare la vetta. Tuttavia, non appena l'aria inizia a scendere verso il versante emiliano, accade una magia fisica: l'aria si comprime, si riscalda rapidamente e l'umidità evapora. Le nuvole "evaporano" letteralmente davanti ai nostri occhi, restando come bloccate lungo il crinale. Il Garbino: il fiato caldo della montagna Mentre il versante toscano è sotto la pioggia, noi qui nel reggiano avvertiamo gli effetti secondari di questo processo. L'aria che scende dai monti verso la pianura arriva secca e calda: è il vento di caduta che chiamiamo Garbino (o Foehn appenninico). È un vento che porta con sé sensazioni contrastanti: -> Cieli tersi: Spesso, lontano dal crinale, il cielo diventa di un blu limpidissimo. -> Temperature in aumento: Anche in pieno inverno, le raffiche di Garbino possono far impennare i termometri in pochi minuti. -> Precipitazioni "fantasma": Come notiamo oggi, possono verificarsi deboli piogge intermittenti, spesso chiamate "piogge di travaso", che riescono a superare la cresta prima di svanire nel calore del versante sottovento. Un confine visibile L'immagine di oggi è un promemoria di quanto le nostre montagne non siano solo un paesaggio, ma un vero e proprio "regolatore" del clima. Il Crinale del Cusna funge da frontiera: da una parte l'inverno umido e grigio della costa, dall'altra l'aria frizzante, secca e movimentata delle nostre valli. Un momento di dinamismo atmosferico che rende il nostro Appennino un laboratorio meteorologico a cielo aperto.
Il "Muro del Foehn": Quando la Toscana preme sull'Appennino

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