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Se nevica in Appennino, sulle Alpi no: mito o realtà?

Carino l'appennino bianco, ma le alpi spoglie a gennaio sono tristi. Tra i montanari alpini è diffusa una convinzione antica: se nevica in Appennino, sulle Alpi difficilmente cadrà neve. Non si tratta di una legge meteorologica, ma di un’osservazione che ha solide basi scientifiche. Molte delle nevicate più importanti sull’Appennino avvengono quando l’Italia è interessata da correnti umide meridionali, provenienti dal Mediterraneo. In queste situazioni una depressione sul Tirreno o sul Mar Ligure convoglia aria mite e carica di umidità verso i rilievi appenninici. Salendo di quota, l’aria si raffredda e le precipitazioni diventano nevose, soprattutto sopra i 600–1000 metri. Le Alpi, però, in questo scenario si trovano spesso sottovento rispetto alle correnti dominanti. L’aria che le raggiunge è più secca o troppo mite, con precipitazioni scarse o assenti. Ecco perché può accadere che l’Appennino si imbianchi mentre le Alpi restano quasi all’asciutto. Accade anche il contrario. Quando le perturbazioni arrivano da nord o nord-ovest, con aria fredda di origine atlantica o polare, sono le Alpi a trovarsi in piena zona di stau, con nevicate abbondanti. In queste condizioni l’Appennino è spesso in ombra pluviometrica e riceve poche precipitazioni. In sostanza, Alpi e Appennino rispondono meglio a configurazioni atmosferiche opposte. Per questo raramente vengono favoriti nello stesso momento. Esistono però eccezioni: grandi irruzioni fredde o depressioni molto estese possono portare neve su entrambe le catene montuose. Dunque sì, il detto popolare non è sempre valido, ma nasce da una realtà meteorologica ben riconoscibile.
Se nevica in Appennino, sulle Alpi no: mito o realtà?

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