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Giusto lo spazio per un parelio

Questa sera al tramonto è stato possibile vedere un po' di raggi solari tra la nuvolosità stratificata e tra di essi un curioso effetto catturato da Morena Bertolini. Quello che hai immortalato è un affascinante fenomeno ottico atmosferico noto come Parelio (o sundog in inglese). Nonostante la somiglianza, non è un arcobaleno tradizionale, ma un evento legato alla rifrazione della luce solare attraverso cristalli di ghiaccio sospesi nell'aria. Ma cos'è il Parelio? Il parelio appare come una macchia luminosa o iridescente, situata solitamente a 22° di distanza angolare dal Sole, a destra o a sinistra del disco solare (o talvolta da entrambi i lati). È parte della famiglia degli aloni, cerchi luminosi che circondano gli astri. La "magia" dei -30°C e dei 7.000 metri A quelle altitudini, le nuvole che vediamo non sono composte da goccioline d'acqua, ma da piccolissimi cristalli di ghiaccio esagonali, tipici dei cirri o dei cirrostrati. Affinché il fenomeno sia visibile, devono verificarsi condizioni specifiche: -> Forma dei cristalli: Devono essere a forma di piastrine esagonali piatte. -> Orientamento: Mentre cadono attraverso l'aria, questi cristalli tendono a disporsi orizzontalmente, come foglie che fluttuano verso il suolo. -> Rifrazione: La luce solare entra da una faccia laterale del cristallo ed esce da quella opposta, venendo deviata di circa 22°. Questo processo scompone la luce nei colori dello spettro: il rosso è sempre rivolto verso il Sole, mentre il blu si disperde verso l'esterno. Perché al tramonto? Il fenomeno è più evidente quando il Sole è basso sull'orizzonte. In questa posizione, la luce attraversa uno strato più spesso di atmosfera e incontra i cristalli di ghiaccio con l'angolazione perfetta per proiettare questi "falsi soli" o bagliori colorati tra le nuvole.
Giusto lo spazio per un parelio

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