Perché abbiamo i Cirri in cielo e tante scie di conensazione?
La giornata di oggi, mercoledì 09 agosto, è stata segnata sicuramente dalla presenza di molte velature d'alta quota. Un intero catalogo ci Cirri che si sono manifestati in diverse forme: Cirrus uncinus, Cirrus floccus, Cirrus fibratus, Cirrus vertebratus, Cirrus spissatus.
Una gioia per gli occhi di chi adora osservare il cielo, frutto di un'infiltrazione di aria umida in alta quota che è giunta fino a noi da oltre le Alpi.
In questa immagine vediamo una "sezione" della colonna d'aria presente sulla nostra testa. I colori più freddi tendenti al blu/viola ci mostrano alte concentrazioni di umidità nell'aria. I colori più caldi ci mostrano, al contrario, le zone più secche e povere di componente acquosa nell'aria.
Sul fondo in scuro vediamo il profilo del suolo che da sinistra ci mostra il "muro" delle Alpi, seguito dalla piatta Pianura e di nuovo condizioni di suolo frastagliato che ci rappresenta l'Appennino.
Salta subito all'occhio la presenza di una grande massa di aria umida in alta quota oltre i 7.000/8.000 metri di quota che aleggiava con prepotenza. La spinta è sostenuta da una corrente a getto molto potente (tra i 150-170 Km/h) che convogliava questa nube vaporosa verso il nord-Italia.
Al tempo stesso, però, quella quota è molto "trafficata" da parte degli aerei di linea, specie quelli di lunga percorrenza. Per tale ragione il cielo è stato graffiato più e più volte da diversi aerei in ogni direzione (ovviamente a seconda della destinazione del volo).
Nessun complotto, quindi, ancora una volta la spiegazione è da ricercare nella fisica dell'Atmosfera e i dati sono tutti reperibili in rete ... e con ampio anticipo. Ultimamente noi stessi ci siamo messi a fare accenno alla possibile presenza di queste scie, perché sappiamo che molte persone sono sensibili a questo argomento e di aggiungere altra ansia non ci sembra il caso.
Le scie, poi, oggi erano di grande durata e lunga estensione proprio per il fatto che in quota questa umidità era abbondantissima ed il vento gelido ne impediva il diradamento favorendone l'espansione.