Il Pettirosso, l'amico che scende a valle
L'autunno non porta solo nebbie e castagne, ma anche il ritorno di un piccolo e battagliero ospite: il Pettirosso (Erithacus rubecula). In questi giorni, se siete attenti, noterete che il numero di questi adorabili uccellini con la "cravatta" arancione aumenta a vista d'occhio in pianura, nei parchi cittadini e persino nei vostri giardini.
Sono i Pettirossi che, con l'arrivo dei primi freddi, abbandonano i boschi dell'Appennino per scendere verso la pianura e i centri abitati, dove le temperature sono più miti e, soprattutto, il cibo è più facile da trovare.
Ma perché si spostano?
La risposta è semplice: sopravvivenza!
Il Pettirosso è un insettivoro. Quando la temperatura cala, gli insetti e le loro larve si nascondono o spariscono. Per non morire di fame, gli uccelli si spostano dove il terreno non è gelato e dove possono ancora trovare i loro prelibati vermetti, anche grazie a noi umani che lavoriamo la terra.
Sebbene alcuni Pettirossi siano stanziali (e rimangano anche in Appennino), quelli che scendono o che arrivano dal Nord Europa stanno semplicemente cercando un clima più ospitale per svernare.
Il Pettirosso è noto per essere estremamente territoriale, anche d'inverno! Difende con il canto e a volte con piccole zuffe il suo fazzoletto di terra ricco di risorse. Per questo lo sentiamo spesso canticchiare anche nella stagione fredda, un tratto distintivo che lo rende ancora più simpatico.
Quindi, godetevi questo piccolo migratore: è un segnale affettuoso e un po' chiassoso che l'inverno sta arrivando anche a Reggio!