Ma quante sono le nuvole?
Le nuvole sono una delle manifestazioni più affascinanti dell’atmosfera. Apparentemente infinite e sempre diverse, in realtà sono state classificate con un sistema ben preciso che permette di riconoscerle e catalogarle. La moderna classificazione delle nubi risale al 1802, quando il farmacista e meteorologo inglese Luke Howard propose un metodo ancora oggi valido, basato su forme e quote di formazione.
Le nuvole si suddividono in 10 generi principali, ciascuno con caratteristiche proprie: cirri, cirrostrati, cirrocumuli (che si formano ad alta quota, oltre i 6.000 m); altostrati e altocumuli (a quote intermedie, tra i 2.000 e i 6.000 m); stratocumuli, strati, nembostrati, cumuli e cumulonembi (che appartengono ai livelli bassi, fino a 2.000 m, ma che in alcuni casi, come i cumulonembi, possono svilupparsi verticalmente per oltre 10 km).
All’interno dei generi si trovano ulteriori livelli di dettaglio: specie, varietà e forme particolari, che rendono la classificazione ricchissima, tanto da contare centinaia di possibili combinazioni. Alcune nubi hanno nomi evocativi: i mammatus, con le loro sacche pendenti, annunciano spesso temporali intensi; i lenticulari, dalle forme ellittiche, ricordano dischi volanti; i rarissimi noctilucenti, visibili solo al crepuscolo e a quote altissime (fino a 80 km), brillano di luce argentea.
Curiosamente, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) aggiorna periodicamente l’Atlante Internazionale delle Nubi, considerato la “bibbia” degli appassionati del cielo. L’ultima edizione, del 2017, ha introdotto nuove tipologie legate anche all’impatto umano, come l’homogenitus, nubi generate dalle attività umane, tipico esempio le scie di condensazione degli aerei.
Le nuvole sono dunque catalogabili, ma non smettono di stupire. Oltre a essere indicatori preziosi per il meteo, hanno da sempre ispirato poeti, pittori e viaggiatori. Guardando il cielo, ci si accorge che dietro ogni forma si nasconde un mondo complesso fatto di fisica, umidità, correnti e luce. In poche parole, le nuvole sono il “diario visibile” dell’atmosfera.