I lampi di calore non esistono
I cosiddetti “lampi di calore” non sono un tipo particolare di fulmine, ma un modo popolare per chiamare i fulmini lontani.
Quando in estate guardiamo l’orizzonte e vediamo bagliori intermittenti all’interno delle nuvole, senza sentire il tuono, stiamo osservando semplicemente fulmini molto distanti. Il suono, infatti, si attenua e si disperde nell’atmosfera: oltre i 15–20 km di distanza, spesso non riusciamo più a percepirlo. Rimane solo la luce, che può essere visibile anche a decine di chilometri, specialmente di notte.
Il termine “lampo di calore” nasce dall’idea che questi fenomeni fossero collegati direttamente al caldo estivo, quando l’aria afosa e stagnante favorisce la formazione di temporali anche lontani. In realtà, i fulmini non hanno nulla di diverso: sono normali scariche elettriche tra nube e nube, o tra nube e suolo, che semplicemente non producono un tuono udibile per la distanza.
- A volte la luce dei fulmini lontani viene diffusa e riflessa dalle nubi, creando bagliori diffusi che illuminano l’intero cielo, dando l’impressione di “lampade accese” dietro le nuvole.
- Di notte, un temporale anche a 100 km può risultare ben visibile: per questo, durante le serate estive, i lampi di calore sono un “classico” spettacolo dell’orizzonte.
Esistono invece fenomeni veramente particolari legati ai fulmini, come gli sprites o i blue jets, che si sviluppano nella parte superiore dell’atmosfera e sono molto diversi dai lampi comuni. Ma i “lampi di calore”, no: sono solo fulmini… che non riusciamo a sentire.