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Il raggio anticrepuscolare, di cosa si tratta?

Il tramonto del 21 settembre 2025 ha regalato, dalle prime colline reggiane, uno spettacolo che va oltre la semplice bellezza di un cielo colorato. Guardando verso est, cioè nella direzione opposta al Sole, si sono stagliati netti e suggestivi i cosiddetti raggi anticrepuscolari, un effetto ottico raro e affascinante. Siamo abituati a osservare i raggi crepuscolari al tramonto, quei fasci di luce che filtrano tra le nubi in direzione del Sole. Ma in realtà si tratta dello stesso fenomeno, solo che la prospettiva lo proietta anche sul lato opposto del cielo. I raggi di luce e le zone d’ombra generate da grandi nuvoloni cumuliformi si estendono per centinaia di chilometri, seguendo la curvatura della Terra e convergendo all’orizzonte est, esattamente nel punto opposto al tramonto. È un gioco prospettico: in realtà i raggi sono paralleli, ma l’occhio umano (come accade con i binari di un treno che sembrano incontrarsi in lontananza) li percepisce convergenti. In quella serata di fine estate astronomica, con l’aria resa limpida dall’alta pressione e con le ultime nubi convettive residue della giornata, la scena è apparsa particolarmente nitida. Le ombre proiettate dalle nubi, sospese a ovest davanti al Sole basso sull’orizzonte, hanno attraversato l’intera volta celeste per poi materializzarsi a est, tingendo il cielo di linee azzurre che si stagliavano sul fondale più chiaro. Il fenomeno non è solo un piacere estetico, ma anche un’occasione di riflessione scientifica. Dimostra come l’atmosfera sia un immenso schermo su cui la luce solare proietta i suoi giochi, modulata da particelle, vapore acqueo e nubi. Non a caso, i raggi anticrepuscolari sono più frequenti in presenza di forti contrasti di umidità e di nuvolosità isolata, tipici della stagione estiva e dei suoi tramonti spettacolari. Così, mentre il giorno lasciava il posto all’equinozio d’autunno, il cielo sopra la pianura reggiana si è trasformato in un palcoscenico naturale, in cui luce e ombra hanno danzato all’unisono, regalandoci una prova di come la scienza e la meraviglia siano spesso due facce della stessa medaglia.
Il raggio anticrepuscolare, di cosa si tratta?