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Un fulmine è uno degli eventi naturali più energetici e spettacolari che conosciamo. Quando una scarica colpisce il suolo, i valori in gioco sono davvero impressionanti: Energia liberata: un singolo fulmine può scaricare in media tra 1 e 10 miliardi di joule (circa l’equivalente dell’energia contenuta in 200-300 kg di tritolo). In casi estremi si può arrivare anche a 100 miliardi di joule, ma la gran parte di quest’energia viene dissipata sotto forma di luce, calore e onde sonore, non in lavoro utile. Corrente elettrica: durante l’impulso si raggiungono intensità di 30.000 – 100.000 ampere, con picchi anche oltre i 200.000 A, mentre la tensione può superare il miliardo di volt. Temperatura: l’aria nel canale del fulmine viene riscaldata a circa 30.000 °C, fino anche a 50.000 °C in casi estremi. È una temperatura circa 5 volte quella della superficie del Sole! Questo riscaldamento istantaneo fa espandere violentemente l’aria circostante, generando l’onda d’urto che noi percepiamo come tuono. Durata: benché potentissimo, il fenomeno è brevissimo: una scarica dura appena pochi microsecondi a qualche millisecondo, ma può essere seguita da più impulsi ravvicinati lungo lo stesso canale, dando l’impressione di un singolo lampo più lungo. In sostanza, un fulmine è un “gigantesco cortocircuito naturale” capace di sprigionare in una frazione di secondo l’energia necessaria ad alimentare una piccola città… anche se solo per un istante. ⚡