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Il Favonio sull’Appennino Reggiano: perché oggi ci sono quasi 20°C di differenza tra crinale e pianura?

21 luglio 2025. Una giornata segnata da un fenomeno meteorologico ben noto, ma spesso sottovalutato: il Favonio, o più precisamente, il vento di Garbino, che oggi ha fatto impennare le temperature nella bassa pianura reggiana fino a toccare i 33-34°C, mentre sul crinale appenninico si registrano temperature fresche, in alcuni casi addirittura inferiori ai 15°C. Ma cosa sta succedendo? E perché una differenza termica così marcata tra crinale e pianura? Il vento di Favonio (o Garbino): cos'è? Il Favonio è un vento caldo e secco che scende dai versanti sopravvento delle montagne, tipicamente legato a situazioni di correnti sud-occidentali che attraversano l’Appennino. Nella zona di Reggio Emilia, prende il nome di Garbino quando soffia da sud-ovest, portando aria calda e secca dalla Toscana verso la Pianura Padana. Il meccanismo fisico: una compressione adiabatica Il Favonio è il risultato di un fenomeno chiamato riscaldamento adiabatico. Ecco cosa succede: -> L’aria umida proveniente dal Mar Ligure e dalla Toscana sale lungo il versante occidentale dell’Appennino. -> In salita, l’aria si espande e si raffredda. -> Quando l’umidità condensa in nubi o pioggia, l’aria rilascia calore latente (calore di condensazione). -> Superato il crinale, l’aria scende sul versante padano (orientale), ma ora è più secca. -> Scendendo, l’aria si comprime per effetto dell’aumento di pressione. -> La compressione la riscalda a un ritmo più rapido rispetto a quanto si era raffreddata salendo (circa +1°C ogni 100 metri in discesa, contro –0,6°C ogni 100 m in salita). Il risultato? Un vento caldo e secco in pianura, anche con 10-20°C in più rispetto alle cime appenniniche. L’immagine mostra chiaramente la distribuzione delle temperature alle 13:30: -> Crinale Appenninico: tra 13°C e 18°C, grazie all’aria ancora fresca e umida sul versante toscano. -> Alta collina e pianura reggiana: temperature in forte risalita per effetto del Garbino: Castellarano 30.8°C, Scandiano 33.2°C, Reggio Emilia 33.5°C, Novellara 33.7°C. Una differenza così marcata in uno spazio geografico relativamente contenuto è l’impronta tipica di un Favonio attivo. Il Favonio comporta aria secca, ridotta umidità relativa, e un aumento del rischio incendi nei boschi. Anche il benessere fisico può risentirne: il vento caldo e secco può causare disidratazione, irritazione delle vie respiratorie, e sensazione di stanchezza, soprattutto nei soggetti più sensibili. Il Garbino è solo uno dei tanti nomi che il Favonio assume in Italia: lo stesso meccanismo genera il Föhn nelle Alpi, lo Scirocco asciugato sulla Romagna, o il Libeccio favonico nel sud. Nel contesto dei cambiamenti climatici, fenomeni di compressione adiabatica possono risultare ancora più marcati a causa delle temperature globali più alte, contribuendo a picchi improvvisi di calore anche in piena estate. Quindi il Favonio è un fenomeno affascinante che ci ricorda quanto la geografia e la fisica atmosferica siano strettamente connesse. Oggi, nella provincia di Reggio Emilia, possiamo toccarlo con mano: un esempio vivido di come un vento invisibile possa modellare in poche ore il clima di un'intera regione.
Il Favonio sull’Appennino Reggiano: perché oggi ci sono quasi 20°C di differenza tra crinale e pianura?