Non solo Grecia
Il bacino del Mediterraneo è sicuramente uno degli "hot-spot" del cambiamento climatico. Le ripercussioni che abbiamo in questa area sono tra le peggiori e amplificate che si possano trovare nel nostro Pianeta. Il fatto che sia un mare quasi chiuso, di poca profondità e circondato da catene montuose altissime, deserti, e pianure lo rende peculiare. Anche la latitudine mezzana lo rende ulteriorimente suscettibile agli sbalzi d'umore stagionali.
Quello che sta avvenendo in questi giorni, poi, non fa che esacerbare alcune criticità come un anomalo surriscaldamento delle sue acque e venti che alimentano devastanti incendi che colpiscono duramente le nazioni che ci si affacciano.
Grande clamore sta riscuotendo quanto sta accadendo in Grecia con giganteschi incendi che hanno messo in pericolo la Città di Atene, ed ora le isole di Rodi e di Corfù.
Oggi però lo scenario viene catturato dalla gigantesca nuvola di fumo che si staglia nel mar Mediterraneo dalle coste dell'Algeria. Fumi che inevitabilmente viaggeranno verso la nostra Penisola nei prossimi giorni. Si parla di più di 97 focolai spuntati in pochissimo tempo per via di incendi boschivi che si propagano sotto la spinta del forte vento che soffia dal deserto verso il mare sotto la spinta dell'Anticiclone Africano. Purtroppo si contano già 15 morti e decine di feriti tra chi cerca di sfuggire al fumo e le fiamme sulla spiaggia di Bejaia. Altri focolai arrivano da Bouira fino a Jijel.