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Fulmini e gabbia di Faraday

Si sta allontanando verso il modenese la cella temporalesca che ha attravversato da nord-ovest a sud-est il nostro Appennino. Una cella che ha portato in dote una bella rinfrescata e anche una discreta quantità di pioggia che varia di molto da zona a zona, ma si va dai 34 mm ai 20 mm in collina. I valori scendono man mano che ci si avvicina alla Via Emilia con Reggio Emiilia che fa registrare 2 mm. Notevole l'attività elettrica che ha visto più di 5.500 scariche al momento in Emilia Centrale, con una di queste che è caduta a terra ad un centinaio di metri da Michele sulle colline di Casalgrande. Possiamo garantirvi che nessun fotografo è stato maltrattato durante il temporale, essere chiusi dentro un'automobile è il posto più tranquillo dove essere in caso di fulmini. Quando un fulmine colpisce un’automobile, l’energia elettrica non attraversa l’abitacolo, ma si distribuisce sulla superficie esterna del veicolo, ovvero sulla carrozzeria metallica, e poi scarica a terra. Questo avviene grazie al principio fisico della gabbia di Faraday, una struttura chiusa fatta di materiale conduttore che devia e disperde le scariche elettriche esternamente, lasciando l'interno isolato. Spesso si sente dire che sono le gomme dell’auto a isolarci: questa è una leggenda metropolitana. I pneumatici non sono in grado di fermare un fulmine, perché un fulmine è in grado di attraversare l’aria per chilometri e quindi l’isolamento offerto dalla gomma è del tutto irrilevante. La vera protezione deriva dalla struttura metallica dell’auto, che crea un guscio conduttore intorno ai passeggeri. L’effetto gabbia di Faraday protegge anche in altri contesti: ad esempio, le cabine degli aerei e alcune strutture metalliche sono progettate per garantire la stessa sicurezza in caso di fulmine.
Fulmini e gabbia di Faraday

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