Sembra un semplice fulmine
Tutta l'energia dei temporali di oggi in uno scatto? Ecco cos'ha catturato Michele dalle prime colline rivolto verso il nostro Appennino.
Ma quanta energia sprigiona un fulmine?
Un singolo fulmine può liberare tra 1 e 10 miliardi di joule di energia. Per dare un’idea concreta, questa quantità di energia potrebbe alimentare una lampadina da 100 watt per circa 3 mesi ininterrottamente. Tuttavia, l’energia viene sprigionata in pochi millisecondi e questo è ciò che rende il fulmine così violento e pericoloso.
La colonna d'aria attraversata da un fulmine può raggiungere temperature di circa 30.000 °C, ovvero cinque volte la temperatura della superficie del Sole.
Questa rapidissima espansione e riscaldamento dell’aria genera l’onda d’urto che percepiamo come il tuono.
Quando un fulmine attraversa l’atmosfera:
-> L’azoto (N₂) e l’ossigeno (O₂), normalmente molto stabili, vengono scissi dall’altissima temperatura.
-> Questi atomi liberi si possono ricombinare formando ossidi di azoto (NOₓ), come l'ossido nitrico (NO) e il biossido di azoto (NO₂).
-> Questi composti, seppur in piccole quantità per ogni singolo fulmine, sono naturalmente coinvolti nei cicli dell’azoto atmosferico e possono successivamente dissolversi nelle piogge, arricchendo il terreno di nitrati.
È interessante sapere che i fulmini sono uno dei pochi fenomeni naturali in grado di "fissare" l’azoto atmosferico rendendolo utilizzabile per le piante.
Quello che appare come un semplice bagliore nel cielo è in realtà una scarica elettrica che percorre diversi chilometri, viaggiando a velocità superiori ai 100.000 km/h.
Osservare un fulmine così da vicino, specialmente in Appennino dove le condizioni orografiche spesso amplificano la formazione di temporali, ci ricorda quanto potente possa essere la natura e quanto ancora ci sia da scoprire su questi fenomeni affascinanti e complessi.