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Ma a Reggio Emilia non piove mai

Questa frase l'abbiamo sentita diverse volte in questi giorni, giorni in cui le irruzioni atlantiche hanno fatto la loro ricomparsa e le notti si accendono di lampi verso nord.
Ma effettivamente Reggio Emilia resta in ombra nel bene e nel male. Nel bene perché i temporali di questi giorni sono veramente pericolosi, nel male perché un po' di acqua e di fresco non guasterebbe di certo.

Ma perché da noi non piove?
Ovviamente la risposta è molto più complessa di quella che vi stiamo per dare, ma l'importante è capire che non c'è nulla di anomalo e che tutto accade per un motivo.
Abbiamo detto che le correnti d'aria instabile sono in arrivo dall'Atlantico, quindi da ovest, e attraversando la Francia queste correnti si scontrano con le Alpi. Una parte scivola a nord, un'altra parte scivola a sud e una terza parte si accumula incalzata dalla corrente e lentamente trova dei passaggi tra le valli che si gettano nella Pianura Padana. Ogni volta che l'aria fredda e umida valica le catene montuose perde il suo carico di umidità e si getta in una Pianura caldissima e ricca di umidità. L'aria fredda è più densa e corre veloce sul fondo della Pianura sollevando come un badile l'aria calda più leggera verso l'alto innescando la crescita verticale di nubi temporalesche. Più la differenza tra le due correnti d'aria è grande più violenta sarà la reazione.

Perché va tutto verso la Lombardia?
Se pensiamo alla forma della nostra Pianura e osserviamo dove l'Appennino è più basso capiamo subito che l'aria da sud entra dalla Liguria e si getta in Pianura tra Piemonte e piacentino. Altra aria, poi, arriva dai valichi alpini a confine con la Svizzera dove abbiamo dei grandi laghi ricchi di umidità e le risaie vercellesi che richiamano e alimentano i temporali. Da questo incontro di correnti che corrono in Pianura va da sé che la via preferenziale sia quella a nord del Po con la complicità degli altri grandi laghi (Iseo e Garda) che aggiungono nuova umidità e linfa alle celle (se quella presente in Pianura non bastasse).

Sempre verso est?
Si, nel caso di questi giorni abbiamo anche una forte corrente a getto tra i 9.000 e 12.000 metri che soffia con raffiche di oltre 170 Km/h che trascina come un nastro le incudini dei Cumulonembi e asseconda il naturale movimento dei temporali verso oriente. Alle volte dalla valle dell'Adige pochi chilometri a est del lago di Garda arriva dell'aria che devia verso sud-est i temporali (che in questo modo raggiungono Mantova, la bassa modenese/bolognese e il ferrarese).

E Reggio Emilia?
Resta in ombra. Il Crinale è sufficientemente alto per deviare questa instabilità che arriva con l'inclinazione giusta per tenersi alla larga da noi. Ovviamente è una situazione fortuita (visti i danni che questi eventi possono arrecare), le variabili come corrente a getto, Mediterraneo caldissimo, posizione della bassa pressione e tanto altro ancora hanno creato le condizioni adatte. Appena una di queste variabili cambierà anche dal nostro Appennino riuscirà ad entrare aria più minacciosa. Cambiando l'inclinazione dei getti d'aria, le correnti potrebbero infilarsi nelle valli di Enza e Secchia per poi giungere anche la Pedecollinare e Pianura.

Potrebbero esserci dei danni seri?
Il lungo periodo di caldo ha caricato una batteria di energia potenziale molto pericolosa. Una batteria che non si scarica con una o due perturbazioni, tant'è che dopo due giorni di violenti temporali, nel nord, la situazione non migliora. I termometri salgono ugualmente oltre i 33°/34°C di giorno e ciò può innescare forti correnti ascensionali.
In questa prima fase ben venga che i temporali trovino sfogo altrove ed evitino il reggiano altrimenti i danni sarebbero seri. Il fatto che avvengano altrove ci deve aiutare a smaltire un po' di quell'energia immagazzinata che altrimenti farebbe scintille.

E' stato fatto tanto allarmismo, perché?
Non è stato fatto allarmismo (o almeno non da tutti), è vero che c'è chi specula sull'ansia dei meteo patici ... ma se l'allarme arriva anche da persone più autorevoli e meno commerciali del solito deve suonarci un campanello.
Nessuno mette in dubbio che in passato ci siano stati picchi di calore anche maggiori di quelli registrati nei giorni scorsi, ma nessuno puntava il dito sui "record", ma sul fatto che per tanti gironi avremmo avuto temperature estreme (superiori ai 35°C) che avrebbero inevitabilmente caricato una batteria di energia importante. Senza contare il fatto che tanti giorni di calore intenso mettono realmente a rischio la salute di tante persone fragili con un vertiginoso aumento della mortalità nelle zone interessate.
Quindi l'allarme è, ed era, più che giustificato e per niente sovrastimato. Ne sono una prova anche le violente grandinate, le tempeste e i tornado visti tra la Lombardia, il Trentino Alto-Adige, il Veneto ed il Friuli.
Non solo la Pianura Padana è caldissima, ma anche il mare Mediterraneo che sta attraversando uno dei suoi momenti peggiori. Un'anomalia termica con punte importanti e ciò si traduce in maggior umidità ed energia in cielo, pronta ad esplodere appena entra dell'aria fresca. Il Mediterraneo stesso, quindi, alimenta quanto sta succedendo sul nostro stivale.
Ma a Reggio Emilia non piove mai

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