Cielo lattiginoso da polvere sahariana
Questa foto è un ottimo esempio di come i fenomeni atmosferici legati al trasporto di polvere sahariana possano modificare visibilmente il cielo e influenzare la qualità dell’aria nelle nostre città.
Ecco cosa ci dice questa immagine dal punto di vista scientifico e meteorologico:
- Cielo lattiginoso -> L’aspetto “velato” del cielo, con luce solare attenuata e colorazione giallo-grigiastra, è un tipico effetto delle polveri del Sahara trasportate in quota e successivamente “intrappolate” nei bassi strati atmosferici da condizioni di stabilità meteorologica. Le particelle minerali — finissime — diffondono la luce solare in tutte le direzioni, producendo questa luminosità diffusa e opaca.
- Concentrazione di PM10 e PM2.5: perché aumentano? -> Le polveri sahariane sono costituite in gran parte da silicati e ossidi di ferro, che rientrano nella categoria delle particelle inalabili, ovvero PM10 (diametro < 10 µm) e PM2.5 (diametro < 2.5 µm). Quando queste particelle raggiungono il suolo (specie in condizioni anticicloniche o con piogge deboli), possono far impennare le concentrazioni di particolato atmosferico, talvolta superando i limiti stabiliti dalle normative europee.
Un fenomeno naturale, ma con impatto sulla salute: sebbene si tratti di polvere naturale (non industriale), la sua presenza in quantità elevate può far peggiorare la qualità dell’aria urbana e rurale; provocare irritazioni respiratorie, specialmente in soggetti sensibili e ultimo ma non per importanza può influenzare la percezione del tempo, con cieli torbidi anche in assenza di nuvole vere e proprie.