Il Cinghiale
Quando si parla di boschi non si può non rendere omaggio ad uno dei suoi padroni per antonomasia, il "cinghiale".
Odiato dai contadini, temuto dagli escursionisti, ricercato dai cacciatori. Simbolo di forza e di fierezza, proviamo a conoscerlo meglio.
Il cinghiale (Sus scrofa) è un mammifero artiodattilo della famiglia dei suidi, originario di Eurasia e Nordafrica. Da millenni accompagna la storia dell’uomo: cacciato, allevato, reintrodotto e, talvolta, incrociato con esemplari alloctoni o maiali rinselvatichiti. La sua straordinaria adattabilità lo rende oggi una delle specie di mammiferi più diffuse al mondo.
Tradizionalmente considerato una preda ambita sia per la carne sia per il valore simbolico, ha perso nel XX secolo il suo ruolo primario di fonte alimentare a favore del maiale domestico. La sua figura ricorre nella mitologia di numerosi popoli antichi.
Un adulto può raggiungere 180 cm di lunghezza, un metro d’altezza e pesare fino a 100 kg. Il corpo è compatto e robusto, sostenuto da zampe corte ma agili. I piedi presentano quattro unghioni, con quelli laterali che offrono supporto su terreni molli. Nonostante la corporatura massiccia, il cinghiale si muove con sorprendente rapidità, capace di galoppare anche in fitti boschi mantenendo traiettorie rettilinee.
La caratteristica più nota sono i canini, o zanne, che crescono in continuazione. Nei maschi sporgono fuori dalla bocca e possono raggiungere i 30 cm di lunghezza, mantenendosi affilati grazie allo sfregamento reciproco. Nelle femmine i canini sono molto più piccoli. I giovani iniziano a sviluppare le zanne dal secondo anno di vita.
Animale prevalentemente crepuscolare e notturno, durante il giorno riposa in buche scavate con muso e zoccoli, spesso imbottite con frasche durante l’inverno. Talvolta costruisce veri e propri rifugi, uno dei pochi ungulati a farlo.
Dal punto di vista sociale, i cinghiali vivono in gruppi femminili (sounder) composti da una ventina di esemplari, guidati dalla scrofa più anziana. I maschi adulti, invece, sono solitari per la maggior parte dell'anno, mentre i giovani possono riunirsi in piccoli gruppi. Ogni branco occupa un territorio di circa 20 km², delimitato da secrezioni odorose. In caso di scarsità di cibo, i gruppi possono migrare, rendendo imprevedibile la loro presenza sul territorio.
Famosi per la loro indole aggressiva, i cinghiali, se minacciati, reagiscono senza esitazione. I maschi caricano a testa bassa e colpiscono con le zanne, mentre le femmine azzannano ripetutamente l’avversario. Questo comportamento li rende animali pericolosi, specialmente se feriti o spaventati.
Contrariamente a quanto si crede, il cinghiale tiene molto alla propria igiene. L’abitudine di rotolarsi nel fango ("insoglio") serve sia a rinfrescarsi che a proteggersi dai raggi solari e favorire la cicatrizzazione delle ferite. In assenza di pozze naturali, il cinghiale può crearne una mescolando terra e urina.
Nonostante la loro forza, pochi predatori scelgono di cacciare cinghiali adulti: tra questi, il principale rimane l’uomo. In natura, anche il lupo può predare i cinghiali, soprattutto giovani, ma in alcune aree, come in Italia, lupi esperti riescono ad abbattere anche esemplari adulti.