L'umidità in alta quota
In altissima quota, l’umidità presente nell’aria subisce diversi fenomeni particolari a causa delle basse temperature e della pressione ridotta.
L’aria fredda trattiene meno umidità rispetto a quella calda. Salendo di quota, la temperatura scende e il vapore acqueo tende a condensare più facilmente, formando nubi o cristalli di ghiaccio.
In alta quota, sopra i 6-7 km abbiamo condizioni più estreme, l’umidità si trova in forma di minuscoli cristalli di ghiaccio, anziché goccioline liquide. È così che si formano i cirri e le nubi alte. Se l’aria è estremamente secca e fredda, il ghiaccio può passare direttamente allo stato gassoso senza diventare liquido (sublimazione).
Oltre la tropopausa (circa 10-12 km alle nostre latitudini), l’aria diventa estremamente secca, perché la maggior parte del vapore acqueo rimane confinato nella troposfera. Per questo la stratosfera è quasi priva di nubi e ha condizioni simili a quelle di un deserto.
In condizioni particolari, sopra i 20-25 km, l’umidità residua può formare le spettacolari nubi stratosferiche polari o nottilucenti, composte da cristalli di ghiaccio e acidi come l’acido nitrico.