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La nevicata di San Valentino

L’immagine satellitare catturata dal satellite Sentinel-3 del programma Copernicus il 15 febbraio 2025 mostra una spettacolare panoramica del Centro-Nord Italia, con una nevicata ben visibile sull’Appennino Emiliano e suggestive formazioni di nuvole orografiche tra Toscana, Umbria e Marche. Questi fenomeni meteorologici sono strettamente legati all’interazione tra le masse d’aria, la conformazione orografica e la circolazione atmosferica a larga scala. In particolare, la nevicata osservata è il risultato di un classico episodio di Stau, mentre le nuvole orografiche evidenziano l’effetto dell’ostacolo imposto dai rilievi al flusso del vento di Bora. ____________________ Lo Stau sull’Appennino Emiliano Il termine Stau indica un fenomeno in cui l’aria, costretta a sollevarsi a causa di una catena montuosa, subisce un raffreddamento adiabatico, con conseguente condensazione dell’umidità e formazione di nubi e precipitazioni abbondanti. Nel caso specifico, la nevicata sull’Appennino Emiliano è stata innescata dall’arrivo di aria fredda e umida da nord-est, associata a un’intensa circolazione di Bora. Quando questa massa d’aria ha incontrato i rilievi dell’Appennino, è stata obbligata a sollevarsi, raffreddandosi rapidamente e favorendo la formazione di nubi da Stau che hanno scaricato neve abbondante sulle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. Questo tipo di precipitazioni è molto comune quando si verificano afflussi freddi dall'est, che trovano un’ottima "barriera" nei monti dell’Appennino settentrionale, determinando accumuli significativi di neve, spesso superiori ai 50 cm nelle località più elevate.  Il Vento di Bora e le Nuvole Orografiche su Toscana, Umbria e Marche Spostando lo sguardo verso il centro della penisola, l’immagine mostra una serie di nubi disposte secondo un pattern ben preciso sulle regioni Toscana, Umbria e Marche. Queste formazioni sono dovute all’interazione tra il flusso del vento di Bora e il profilo orografico dell’Appennino Centrale. La Bora, un vento freddo e secco che soffia dai quadranti nord-orientali, è tipica delle irruzioni artiche continentali che interessano l’Italia. Quando questa corrente d’aria incontra gli Appennini, il flusso viene disturbato, dando origine a onde atmosferiche che producono alternanze di nubi e cielo sereno, come si nota chiaramente nell’immagine. Si tratta di un fenomeno simile alle nubi lenticolari, ma su scala più ampia: la Bora, nel suo movimento turbolento sopra i rilievi, genera un'onda di sollevamento e condensazione, seguita da una fase di discesa e disseccamento, creando l’alternanza di bande nuvolose. Questo schema è ben visibile tra la Val Tiberina, il Monte Subasio e il massiccio del Gran Sasso.  Un altro elemento interessante dell’immagine è la netta distinzione tra i due versanti dell’Appennino: Sul lato sopravento (est, verso l’Adriatico) si accumulano nubi da Stau e precipitazioni, con cieli coperti e nevicate o piogge abbondanti. Sul lato sottovento (ovest, verso la Toscana e l’Umbria) l’aria, una volta superata la catena montuosa, subisce un riscaldamento adiabatico e una progressiva evaporazione delle nubi, generando cieli più sereni. Questo è un tipico effetto Föhn, ovvero un vento di caduta caldo e secco che si manifesta sul versante opposto rispetto a dove si è verificato lo Stau.
La nevicata di San Valentino