La polvere del deserto torna a fare mostra di se'
I cicloni che si sono avvicendati nel cuore del Mediterraneo hanno alimentato la rimonta di polvere dal deserto del Sahara sulla Sicilia e la Calabria. Ha fatto un po' discutere l'impressionante immagine pubblicata dal sistema di monitoraggio satellitare europeo Copernicus, che mostra questa lingua marrone salire dal nord-Africa. Va detto che non si tratta di un'immagine reale, ma quanto di una elaborazione grafica che ne enfatizza i colori, ne definisce le forme e ci cancella le nuvole per semplificare la visione all'utente finale. Tuttavia anche le immagini "naturali" sono piuttosto impressionanti e chi si è trovato sotto di essa ha visto cieli ocra e pioggia che macchiava.
La polvere del deserto del Sahara, quando viene sollevata dai venti forti e trasportata nell’atmosfera, può viaggiare per centinaia o migliaia di chilometri. Spesso viene usato il termine "Calima", in particolare nelle Isole Canarie quando la polvere sahariana viene spinta verso l'arcipelago da venti provenienti da est o sud-est. La parola deriva dallo spagnolo e indica una sorta di foschia densa e secca che riduce la visibilità e rende l’aria opprimente.
La presenza di polvere sahariana nell’aria può peggiorare significativamente la qualità atmosferica, aumentando la concentrazione di particolato fine (PM10 e PM2.5). Questo può causare problemi respiratori, irritazioni agli occhi e alle vie aeree, soprattutto per le persone più sensibili, come bambini, anziani e soggetti con malattie respiratorie.
Nonostante i suoi effetti negativi sulla salute, la polvere sahariana ha un ruolo fondamentale nell’ecosistema globale. È ricca di minerali come ferro, fosforo e potassio, essenziali per la fertilizzazione dei terreni. Un esempio noto è il trasporto di polveri verso l’Amazzonia, dove contribuisce a nutrire la foresta pluviale compensando la perdita di nutrienti dovuta alle piogge abbondanti. Inoltre, la polvere in sospensione può anche influenzare il clima, riducendo la radiazione solare e alterando la formazione delle nuvole.
Quindi, mentre la "Calima" può essere fastidiosa per la salute e ridurre la visibilità, gioca anche un ruolo cruciale nei cicli naturali del nostro pianeta.