I raggi anticrepuscolari del 20 dicembre
Non solo pilastro solare, ma il tramonto del 20 dicembre scorso ci ha regalato anche un altro spettacolo nella direzione completamente opposta.
La fotografia di Michele ci mostra un esempio molto chiaro di raggio anticrepuscolare, osservato al tramonto sulle colline di Casalgrande, in direzione opposta al Sole. È un fenomeno affascinante e piuttosto raro, che in questo caso appare ben definito grazie alla limpidezza dell'orizzonte e alla posizione del Sole basso.
Cosa rende questo fenomeno interessante?
I raggi sembrano convergere verso un punto vicino all'orizzonte opposto al Sole. Questo effetto prospettico, chiamato punto di fuga, è simile a quello osservato nei raggi crepuscolari ma appare invertito rispetto alla direzione della sorgente luminosa.
L'immagine mostra una transizione cromatica tra il blu del cielo e le tonalità calde rosate dell'atmosfera, enfatizzate dalla rifrazione e diffusione della luce solare attraverso le particelle sospese. Questo effetto è tipico durante il crepuscolo, quando la luce solare attraversa uno strato spesso di atmosfera.
I raggi anticrepuscolari sono creati quando la luce del Sole è interrotta da ostacoli come montagne, nuvole o strutture atmosferiche particolarmente dense, che creano ombre visibili proiettate attraverso il cielo. In questo caso, l'Appennino reggiano potrebbe aver contribuito alla formazione di queste ombre.
Cosa osservare in un fenomeno simile?
- L'orientamento dei raggi: sono sempre paralleli, ma l'effetto prospettico li fa sembrare convergere.
- Atmosfera limpida: perché i raggi siano ben definiti, è necessaria un'atmosfera relativamente priva di foschia.
- Momento della giornata: questo fenomeno si manifesta più frequentemente al crepuscolo (tramonto o alba), con il Sole basso all'orizzonte.
Fenomeni correlati ai raggi anticrepuscolari possono includere archi di colori pastello noti come cintura di Venere o effetti come la gloria, se l'umidità e le nuvole sono presenti. L'osservazione da punti sopraelevati, come colline o montagne, aumenta la probabilità di notare raggi ben definiti.
Questa fotografia è un esempio straordinario del legame tra condizioni atmosferiche e fenomeni ottici rari, resa ancora più interessante dalla bellezza paesaggistica del territorio reggiano.