Lo Stau e le grandi nebbie
Il vento che ieri "cozzava" contro le Alpi è riuscita ad aggirare l'ostacolo aprendo così la "Porta della Bora" alle spalle di Trieste e dell'Istria.
Questo ha fatto sì che correnti d'aria umida arrivassero in Pianura e ce ne siamo accorti dalla prima serata di ieri quando la nebbia ha progressivamente riconquistato lo scenario padano.
Un getto di aria umida che riempie la Pianura e risalendo l'Appennino si manifesta sempre di più forzato nella risalita. Se ieri parlavamo di Muro del Foehn che bussava dalla Toscana, oggi possiamo dire di essere dalla parte opposta del fronte, oggi abbiamo lo Stau che poi genera il Favonio verso la Toscana.
Lo Stau, in meteorologia, è un fenomeno legato all'interazione tra correnti d'aria umida e una catena montuosa. Si verifica quando il vento costringe una massa d'aria a salire lungo un pendio sopravento, ovvero il lato esposto al vento. Durante l'ascesa, l'aria si raffredda progressivamente a causa dell'espansione adiabatica, portando alla condensazione del vapore acqueo presente. Questo processo può dar luogo alla formazione di nubi e precipitazioni, spesso abbondanti, concentrate sul lato sopravento.
In cosa consiste e quali sono le sue caratteristiche?
> Sollevamento forzato dell'aria: L'aria umida è spinta verso l'alto a causa dell'ostacolo orografico rappresentato dai rilievi montuosi.
> Condensazione e precipitazioni: Salendo, l'aria si raffredda raggiungendo il punto di rugiada, favorendo la formazione di nuvole (solitamente di tipo cumulo o stratiformi) e spesso pioggia o neve.
> Zona sottovento: Sul lato opposto del rilievo, noto come sottovento, l'aria discende e si riscalda, diventando più secca. Questo può portare al fenomeno opposto, ovvero il Foehn.