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L'Aurora Boreale bacia le Alpi: tempesta geomagnetica in corso, i dati dell’evento

Mentre il cielo del Nord Italia si tinge di sfumature insolite, i monitor della meteorologia spaziale confermano quello che molti appassionati stavano aspettando: una tempesta geomagnetica di classe G2 sta colpendo la Terra in queste ore, rendendo visibile l’aurora boreale (sotto forma di SAR o archi aurorali rossi) anche dalle latitudini alpine.

L'Aurora Boreale bacia le Alpi: tempesta geomagnetica in corso, i dati dell’evento

I dati del monitoraggio: cosa sta succedendo?

Secondo i dati rilevati dal portale MeteoReggio.it, l'attività geomagnetica ha raggiunto picchi significativi. L'Indice Kp, che misura la perturbazione del campo magnetico terrestre su una scala da 0 a 9, ha toccato il valore di 6.7 nelle prime ore del 21 marzo, stabilizzandosi attualmente su un valore di 5.7 (Tempesta minore G1/G2).

Il "motore" di questo spettacolo è il Vento Solare, che sta investendo il nostro pianeta a una velocità di 487 km/s con una densità protonica di 38.7 p/cm³. Un parametro fondamentale per la visibilità dell'aurora alle nostre latitudini è la componente Bz del campo magnetico interplanetario, che nello screenshot mostra un valore negativo o fortemente oscillante: quando la Bz punta verso sud (valori negativi), la "porta" della magnetosfera terrestre si apre, permettendo alle particelle solari di penetrare e scatenare il fenomeno luminoso.

La situazione in tempo reale: Alpi vs Pianura Padana

Le conferme visive non sono tardate ad arrivare. Le webcam posizionate in Val Senales, puntate verso l'orizzonte nord, mostrano chiaramente un distinto bagliore rosso. Non si tratta della classica aurora verde (visibile a latitudini più elevate), ma della parte superiore dei "pilastri" aurorali o di archi di luce rossa, che riescono a scavalcare l'orizzonte fisico grazie alla quota delle cime alpine e all'intensità della tempesta.

Tuttavia, lo spettacolo non è per tutti. Nonostante l'intensità dei dati tecnici, in provincia di Reggio Emilia e su gran parte della pianura, il fenomeno resta al momento invisibile. Il motivo è duplice:

-> Copertura nuvolosa: una fascia di nubi basse lungo l'orizzonte settentrionale funge da schermo, impedendo di scorgere il debole bagliore che si sprigiona a centinaia di chilometri di altezza.

-> Inquinamento luminoso: La luce diffusa delle città di pianura rende estremamente difficile distinguere un'aurora di questa intensità senza l'ausilio di macchine fotografiche a lunga esposizione.

Cosa aspettarsi nelle prossime ore?

Le previsioni (Forecast Kp Index) indicano che l'instabilità geomagnetica persisterà per tutta la giornata, con valori di Kp attesi tra 5.0 e 4.7. Se la copertura nuvolosa dovesse diradarsi e l'attività solare subire un nuovo sussulto, non è escluso che il bagliore rosso possa diventare visibile anche da quote collinari o zone buie della provincia reggiana.

Dati tecnici a cura di MeteoReggio.it - Monitoraggio Space Weather.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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