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Foto del 21 marzo 2026

Con questo regale scatto di Gian Luca Tognon andiamo alla scoperta della Regine di nostri cieli.

Parliamo ovviamente dell'Aquila Reale (Aquila chrysaetos), il predatore che domina le vette con un’autorità senza pari.

L’Aquila Reale è un gigante dell’aria. Con un'apertura alare che può sfiorare i 2 metri e mezzo, è una macchina perfetta per il volo acrobatico e la caccia. Il piumaggio è di un bruno castano scuro, ma deve il suo nome specifico (chrysaetos, dal greco "aquila d'oro") alle piume dorate che ornano la nuca e il collo, brillando come una corona sotto i raggi del sole.

Perché si chiama così?

L'aggettivo "Reale" le è stato attribuito per la sua maestosità e per la posizione apicale che occupa nella catena alimentare: non ha predatori naturali, è lei a dettare legge nel suo territorio, che può estendersi fino a 150 km quadrati.

I suoi occhi sono proporzionalmente enormi e otto volte più potenti di quelli umani. Può individuare una lepre in movimento a oltre 2 km di distanza.

Le sue zampe esercitano una pressione tale da poter spezzare le ossa delle prede. Gli artigli sono la sua vera arma, capaci di afferrare animali pesanti quanto lei.

Quando punta una preda, può raggiungere velocità superiori ai 250-300 km/h, diventando un proiettile vivente.

L'aquila è, fin dall'antichità, il simbolo del potere divino e terreno:

-> Antica Roma: era l'animale sacro a Giove e l'emblema delle legioni romane, simbolo di invincibilità.
-> Nativi Americani: le sue penne sono considerate oggetti sacri, ponti tra il mondo degli uomini e quello degli spiriti, donate solo a chi compie atti di grande valore o saggezza.
-> Araldica: è il simbolo più utilizzato su stemmi, bandiere e monete in tutto il mondo, rappresentando libertà, coraggio e visione superiore.

Foto del 21 marzo 2026