Foto del 18 marzo 2026
Con Giacomo Salomone torniamo a parlare di avifauna e biodiversità per andare alla scoperta del coloratissimo Codirossone.
Il Codirossone (Monticola saxatilis) è un piccolo capolavoro di colori che anima i versanti più selvaggi e soleggiati delle nostre montagne. Lo si trova spesso appostato su ruderi, creste rocciose o pascoli d'alta quota, dove sorveglia il territorio come una sentinella piumata.
Come potete vedere dalla splendida immagine, il maschio di Codirossone è inconfondibile per il suo contrasto cromatico quasi esotico:
La testa e il dorso presentano una delicata tonalità azzurro-cenere o blu pastello, che sfuma nel nero delle ali. Il petto e il ventre, invece, splendono di un arancione bruciato o ruggine molto intenso. La coda è l'elemento che gli dà il nome (cauda russa, coda rossa), corta e di un colore fulvo-aranciato che spicca nettamente quando l'uccello prende il volo.
A differenza del Codirosso comune o di quello spazzacamino, che frequentano spesso giardini e città, il Codirossone è un amante della libertà selvaggia. Predilige gli ambienti montani (dai 1000 metri in su, fino alle vette appenniniche e alpine) caratterizzati da aree aperte, pietraie e praterie.
È un migratore instancabile: trascorre l'inverno nell'Africa sub-sahariana per poi tornare in Italia a primavera inoltrata (aprile-maggio) per nidificare. Il suo canto è melodioso e flautato, spesso emesso durante un caratteristico volo nuziale "a paracadute", con il quale scende verso una roccia con le ali e la coda ben spiegate.