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Foto del 14 marzo 2026

Con questo meraviglioso scatto di Fabrizio Gilardi andiamo alla scoperta del piccolo "Rampichino".

Se avete mai notato un piccolo uccellino muoversi a scatti lungo il tronco di un albero, procedendo rigorosamente dal basso verso l'alto come un minuscolo scalatore, allora avete incontrato il Rampichino.

In Italia ne ospitiamo principalmente due specie, quasi identiche all'occhio non esperto: il Rampichino comune (Certhia brachydactyla) e il Rampichino alpestre (Certhia familiaris).

Il Rampichino è un vero gioiello di adattamento. Il suo piumaggio è un capolavoro di "camouflage": il dorso è bruno e macchiettato, imitando perfettamente la corteccia degli alberi, rendendolo quasi invisibile ai predatori (e agli osservatori distratti). Il ventre è invece bianco candido, ma raramente visibile dato che l'uccellino resta sempre aderente al tronco.

Per vivere la sua vita "verticale", il Rampichino si è evoluto con strumenti specifici:

-> Lungo, sottile e ricurvo verso il basso, ideale per scovare insetti, ragni e larve nascosti negli anfratti più profondi della corteccia.

-> Coda rigida e robusta, che viene usata come un vero e proprio terzo punto di appoggio (proprio come fanno i picchi) per bilanciarsi durante la scalata.

-> Le zampe sono dotate di unghie lunghe e affilate per una presa sicura anche sul legno più liscio.

A differenza del Picchio muratore (che può scendere a testa in giù), il Rampichino si muove solo verso l'alto, spesso seguendo un percorso a spirale attorno al tronco. Una volta arrivato in cima o ai rami più alti, si lancia in un breve volo verso la base di un albero vicino per ricominciare la scalata.

È un uccellino solitario e discreto, ma molto comune nei nostri parchi, boschi e giardini alberati, dove svolge un ruolo ecologico fondamentale come "pulitore" naturale dei parassiti delle piante.

Foto del 14 marzo 2026