Foto del 04 marzo 2026
Serate di Luna Piena (nuvole permettendo) e approfittiamo di questo fantastisco scatto di Massimiliano Pedersoli per parlare di uno dei suoi crateri più iconici.
Il cratere Copernicus è uno dei lineamenti più rappresentativi e spettacolari della Luna, spesso definito "il Monarca della Luna" per la sua maestosità e la sua posizione isolata.
Situato nella parte orientale dell'Oceanus Procellarum (Oceano delle Tempeste), Copernicus è un classico esempio di cratere d'impatto relativamente "giovane" (circa 800 milioni di anni). Ha un diametro di circa 93 km e una profondità di 3,8 km. I suoi bordi sono nettamente terrazzati, creando una sorta di anfiteatro naturale che scende verso il fondo piatto.
Una delle caratteristiche più evidenti di Copernicus è il suo gruppo di picchi centrali, che si elevano per circa 1,2 km dal fondo. Questi non sono vulcani, ma il risultato di un processo fisico impressionante:
Rimbalzo Elastico: durante l'impatto, l'energia è tale che la roccia profonda si comporta momentaneamente come un fluido.
Sollevamento: una volta che la pressione dell'impatto svanisce, la crosta "rimbalza" verso l'alto per ripristinare l'equilibrio gravitazionale, solidificandosi poi in queste cime montuose.
Questi monti sono preziosi per gli scienziati perché portano in superficie materiali provenienti da strati profondi della crosta lunare che altrimenti rimarrebbero inaccessibili.
Durante la Luna piena, Copernicus è facilmente visibile anche con un piccolo binocolo grazie alla sua estesa raggiera di materiale chiaro (ejecta), che si estende per oltre 800 km sulla superficie scura dei mari.
La sua formazione segna l'inizio dell'era geologica lunare chiamata, appunto, Copernicano.
-> Apollo 12: Questa missione atterrò non lontano da Copernicus. Sebbene l'obiettivo non fosse il cratere stesso, gli astronauti raccolsero campioni di polvere che si ritiene facciano parte della raggiera creata dal suo impatto.