Foto del 02 marzo 2026
Con Maurizio Berni andiamo alla scoperta di uno degli uccelli più eleganti del panorama europeo e che spesso sorvola il reggiano con spettacolari stormi in migrazione.
La Gru cenerina (Grus grus) è un vero simbolo di libertà e perseveranza.
Alta circa 120 cm con un’apertura alare che può sfiorare i 240 cm, si riconosce per il piumaggio grigio ardesia (da cui il nome "cenerina"). I tratti distintivi sono concentrati sul capo: una livrea nera su gola e fronte, una striscia bianca che scende lungo il collo e una caratteristica macchia rossa sulla nuca, che altro non è che una porzione di pelle nuda e vascolarizzata.
Le lunghe zampe nere le permettono di muoversi agilmente in zone umide e campi coltivati, dove si nutre di un mix onnivoro di semi, radici, insetti e piccoli vertebrati.
Due elementi rendono la gru unica nel regno animale:
-> La Danza: anche fuori dal periodo riproduttivo, le gru si esibiscono in balletti spettacolari fatti di inchini, salti e battiti d'ali. È un modo per rafforzare i legami sociali e di coppia.
-> Il "Trombettio": grazie a una trachea molto lunga e convoluta, emettono un richiamo potente e metallico, udibile a chilometri di distanza, che accompagna le loro spettacolari migrazioni a forma di "V".
La gru è protagonista di miti in quasi ogni cultura:
-> Antica Grecia: era sacra ad Apollo e considerata messaggera di saggezza. Si narrava che, per fare la guardia durante la notte, la gru reggesse un sasso con una zampa: se si fosse addormentata, il sasso cadendo l'avrebbe svegliata (simbolo di vigilanza).
-> Oriente: in Giappone è simbolo di longevità e felicità. La leggenda delle "mille gru" (Senbazuru) promette che chiunque ne pieghi mille con la tecnica dell'origami vedrà esaudito il proprio desiderio di salute o pace.
-> Egitto: erano venerate come "uccelli solari" e il loro ritorno segnava il rinnovamento della vita.