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Foto del 28 febbraio 2026

Ci portiamo poco oltre i nostri confini con questo incantevole scatto serale di Luca Giordani che ci mostra l'abitato di Solignano in provincia di Parma.

L'abitato di Solignano, incastonato tra le pieghe dell'Appennino Tosco-Emiliano, vanta una storia antica legata indissolubilmente alla sua posizione strategica.

Il toponimo ha radici latine, deriva con ogni probabilità dal nome proprio Solinius, a indicare un praedium (un fondo agricolo o proprietà) appartenente a un colono romano.

Nel Medioevo, Solignano divenne un nodo cruciale per il controllo della Val Taro. La sua storia è legata a doppio filo alla nobile famiglia dei Pallavicino, che nel XIII secolo ne fecero un caposaldo del loro Stato. Il castello che un tempo dominava l'abitato (di cui oggi restano pochi ruderi) era una vera e propria sentinella sulla valle, conteso aspramente tra i Pallavicino, il Comune di Parma e i Terzi.

Solignano ha vissuto una trasformazione radicale con l'arrivo della ferrovia pontremolese e dell'autostrada della Cisa, diventando un punto di snodo moderno in un contesto rurale.

Poco lontano, infatti, si trova l'Oasi dei Ghirardi, un paradiso di biodiversità che testimonia la ricchezza naturalistica del territorio.

Invece quell'inconfondibile "piccolo carro" di stelle che svetta sopra il profilo del monte nella foto è l'ammasso aperto delle Pleiadi (M45).

Sono stelle giovanissime (hanno "solo" 100 milioni di anni) nate dalla stessa nube di gas e polvere.

Nella cultura greca rappresentano le sette figlie di Atlante e Pleione, poste in cielo da Zeus per salvarle dal cacciatore Orione (che le insegue tuttora nella volta celeste).

Anche se ad occhio nudo ne vediamo solitamente 6 o 7, l'ammasso contiene oltre 1.000 stelle. In Giappone sono conosciute come Subaru; infatti, il logo dell'omonima casa automobilistica raffigura proprio le stelle principali di questo ammasso.

Foto del 28 febbraio 2026